«Scrivendo so chi sono»

Bruno Giurato
07/10/2010

Lorenza Ghinelli conquista la Buchmesse .

«Scrivendo so chi sono»

Sorpresa, la rivelazione della Buchmesse in corso a Francoforte è una scrittrice italiana con un romanzo inedito. Il libro s’intitola Il divoratore, un noir atipico, “psicologico” invece che poliziesco o sanguinolento. Uscirà a gennaio 2011 per la Newton Compton, ma è già stato venduto in Spagna e in America Latina, e si stanno chiudendo gli accordi con Francia, Germania e Inghilterra.
Ci sono tutti gli elementi per il caso letterario. L’autrice è Lorenza Ghinelli,  una ragazza di 29 anni, di Rimini, anche lei atipica come scrittrice, o almeno assai lontana dagli stereotipi del giovane scrittore laureato in lettere ed engagé sulle vie del politicamente opportuno. La presentazione che la Ghinelli fa di se stessa sul suo sito comincia così: «Un diploma in grafica pubblicitaria, uno in tecniche della narrazione alla Holden di Torino, un altro in montaggio digitale a Bologna, un altro ancora in web design a Cattolica. Laureanda in Scienze della formazione. Ma prima o poi ne è certa: dovrà lavorare».

Domanda: Perchè ora non lavora?
Risposta: In realtà lavoro molto. Aspettando che esca Il divoratore ho già finito di scrivere il mio secondo romanzo, Di sangue e d’inchiostro. Poi sto lavorando come autrice televisiva per la Tao Film. E il 20 ottobre esce Jast, un romanzo “corale” scritto con Simone Sarasso e Daniele Rudoni. Ne sono molto orgogliosa: è un romanzo fatto come una sceneggiatura, come una fiction, si legge nello stesso tempo in cui si guarda un film. Ma a me sembra di non fare nulla. Rispetto a quello che ho nella testa.
D. Ma se ha fatto un mucchio di cose…
R. Molti mi rimproverano l’incoerenza, ma ho fatto sempre le cose in cui sentivo profumo. Mi sono iscritta al Liceo classico e sono scappata dopo pochi mesi; tra l’altro ho fatto anche l’educatrice, l’addetta allo sportello informagiovani, la grafica pubblicitaria con partita Iva. Ho sempre fuggito i meccanismi: sono una curiosa.
D. È curiosa anche dal punto di vista letterario?
R. Certo, non leggo solo noir o horror. Tutto mi può dare ispirazione. Uno dei miei autori preferiti è Cesare Pavese, mi piacciono molto le autobiografie.
D. Cos’è per lei la letteratura noir?
R. Scrivere è come cercare una memoria di me. Scrivendo mi ricordo chi sono, trovo cose che abitano in me: non invento, è la storia che mi chiama. Mi piace molto scrivere le scene noir, ma non amo il poliziesco. Per me l’orrore è un fatto mentale, alla Stephen King. Mi rimproverano di non scrivere cose vere, ma per me i simboli sono l’unico modo di raccontare il reale.
D. Chi sono i cinque autori, neri o meno, che hanno “raccontato il reale” come piace a lei?
R. Mary Shelley, le sorelle Bronte, Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft, Algernon Blackwood.