Scudo, Berlino boccia la Bce

Redazione
20/08/2012

Il piano Bce per l’acquisto di titoli di Stato potrebbe comportare rischi «significativi». A lanciare l’allarme è stata la Bundesbank attraverso il...

Scudo, Berlino boccia la Bce

Il piano Bce per l’acquisto di titoli di Stato potrebbe comportare rischi «significativi».
A lanciare l’allarme è stata la Bundesbank attraverso il suo bollettino mensile.
Secondo la banca centrale tedesca la Bce non dovrebbe assumere ulteriori rischi a a scapito del proprio bilancio.
«La Bundesbank è dell’opinione che l’acquisto di titoli di Stato da parte dell’Eurosistema debba essere vista criticamente e comporti rischi di stabilità significativi».
BERLINO SI DISSOCIA. Il governo tedesco aveva già preso le distanze da eventuali iniziative della Bce per limitare il tetto dei tassi di interessi. «Il governo tedesco non ne sa niente», ha detto il 20 agosto in conferenza stampa a Berlino il portavoce di Wolfgang Schaeuble Martin Kotthaus, aggiungendo di ritenere l’ipotesi «teoricamente molto problematica». 
Il ministro degli esteri Westerwelle ha però assicurato che la Germania vuole la Grecia nell’euro. L’assicurazione è arrivata dopo l’incontro con l’omologo greco Dimitrios Avramopoulos.
DECISIONE DEI GOVERNI. Il nuovo programma della Bce «potrebbe essere illimitato», hanno scritto i banchieri centrali tedeschi, aggiungendo che le decisioni sulla potenziale maggiore condivisione dei rischi di solvibilità dovrebbero essere prese dai governi e dai parlamenti, non dalle banche centrali.
La Bundesbank ha esprime anche le sue perplessità sull’eventuale assegnazione a Francoforte della sorveglianza sulle banche europee.
Dare alla Bce la responsabilità della nuova autorità, si legge nel bollettino, comporta «il rischio di conflitto con l’obiettivo primario della politica monetaria che è quello di garantire la stabilità dei prezzi».
PREOCCUPAZIONE PER LA GERMANIA. La crescita dell’economia tedesca «potrebbe risentire più significativamente dell’incertezza nell’eurozona a partire dal terzo trimestre dell’anno».
È quanto sottolinea la Bundesbank nel bollettino mensile, precisando che a pesare sono soprattutto gli effetti diretti sulle esportazioni.
Tuttavia il ciclo positivo dell’economia non è ancora «ad un punto di svolta», continua la Buba, grazie alla tenuta della domanda dei Paesi extra-Ue.