Scuola, i sindacati chiedono chiarezza

Redazione
25/08/2012

La Flc-Cgil ha chiesto al governo maggiore chiarezza su «modalità e destinatari» del nuovo maxi concorso, il primo dopo 13 anni,...

Scuola, i sindacati chiedono chiarezza

La Flc-Cgil ha chiesto al governo maggiore chiarezza
su «modalità e destinatari» del nuovo maxi concorso, il primo dopo 13 anni,
attraverso il quale saranno assunti circa 12 mila insegnanti.
LA TUTELA DEI PRECARI. Secondo il segretario
generale, Mimmo Pantaleo, è necessario che questo reclutamento
«non avvenga a scapito dei precari». «Non è chiaro», ha
affermato il sindacalista il 25 agosto, «se al concorso possono
partecipare anche coloro che non hanno l’abilitazione e
invece è fondamentale fare chiarezza sulla platea». Non solo.
Per dare credibilità al concorso, ha aggiunto Pantaleo,
«occorre mettere in campo anche un piano pluriennale di
assunzioni per il graduale svuotamento delle graduatorie a
esaurimento».
RIDURRE IL GAP NORD-SUD. Per la Cgil, tra
l’altro, sarebbe opportuno rivedere le modalità con cui
vengono stabiliti gli organici. «C’è una grossa differenza
tra il Nord e il Sud del Paese e c’è il rischio che i posti
siano tutti al Nord perché nelle regioni meridionali le
iscrizioni diminuiscono e in quelle settentrionali aumentano per
effetto dell’immigrazione». Un capitolo ad hoc, infine, per
il leader della Flc-Cgil, va aperto per gli Ata, il personale
ausiliario, tecnico e amministrativo della scuola. «Lunedì 27
agosto è previsto un incontro al ministero e chiederemo certezze
anche su questo perché è un fronte sul quale si rischia un
forte contenzioso».

Cisl: «Non si trasformi un’opportunità in un’occasione
di conflitto»

Anche la Cisl ha fatto sentire la propria voce. Secondo il
segretario Scuola Francesco Scrima ora occorre «passare con la
massima urgenza dai generici annunci a un esame puntuale e
approfondito» dei provvedimenti in cantiere.
«È indispensabile avere quanto prima tutte le informazioni
necessarie relativamente alle procedure concorsuali», ha
spiegato il leader della Cisl, «e ai requisiti richiesti per
accedervi». Secondo il sindacalista si corre infatti il rischio
«di trasformare un’opportunità in un’ennesima occasione
di tensioni e conflitti».
IL PIANO TRIENNALE. Scrima ha poi puntato il
dito contro coloro che «si stracciano le vesti per le
‘scandalose’ assunzioni nella scuola». «Le immissioni
in ruolo che si stanno facendo in questi giorni sono infatti»,
ha spiegato, «la prosecuzione di un piano triennale varato dal
precedente governo nel 2011, al quale giustamente si dà
continuità di attuazione. Un piano che punta a coprire in modo
stabile tutti i posti vacanti e disponibili, riducendo l’area
della precarietà, una condizione che penalizza il personale ma
incide negativamente anche sulla qualità del servizio. Chi ci
vede un aggravio di spesa dimentica che la scuola italiana,
reduce peraltro da anni di micidiali riduzioni di organico,
riceve oggi meno risorse di quanto mediamente accade negli altri
Paesi».
«SERVE CHIAREZZA». Come Pantaleo, anche Scrima
ha chiesto all’esecutivo maggiore chiarezza per le cifre di
cui si parla in queste ore. «Le assunzioni autorizzate – ma
sarebbe più esatto dire ratificate – dal Consiglio dei
ministri», ha messo in chiaro il rappresentante della Cisl,
«sono quelle per il 2012-13. Quelle destinate all’annunciato
concorso ordinario, circa 12 mila, riguardano ovviamente
l’anno scolastico successivo e corrispondono a circa la metà
di quelle previste dal piano triennale, dato che l’altra
metà spetta alle graduatorie a esaurimento, fermo restando che
chi vi è attualmente incluso potrà, volendo, affrontare anche
il normale concorso».

Fioroni: «Il concorso ha regole vecchie»

Dubbi circa il nuovo maxi-concorso sono stati espressi anche
dall’ex ministro Giuseppe Fioroni. «Il concorso ha ancora
vecchie regole che non fanno della scuola italiana una scuola
normale», ha rimarcato l’esponente del Pd. «La scuola ha
bisogno di far esaurire le graduatorie permanenti che, negli
ultimi anni, sono raddoppiate aumentando il numero di precari.
Serve una nuova metodologia di reclutamento: si bandisce un
concorso, chi vince entra, chi non vince sa che o ci riprova o
trova un altro lavoro. Non si può tenere aperta una graduatoria
all’infinito».
Per Fioroni occorrerebbe invece garantire la possibilità di fare
tirocini e praticantati nelle scuole.