Scuola, Save the Children: «Adolescenti poveri di libri, sport e internet»

14 Settembre 2015 10.01
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Sono tanti, in Italia, i ragazzi che soffrono di povertà educativa. Nel giorno in cui 9 milioni di studenti tornano sui banchi di scuola dopo le vacanze estive (foto), Save The Children ha pubblicato un rapporto ricco di dati che fanno riflettere. Quasi il 50% dei minori d’età compresa tra 6 e 17 anni non ha letto un libro nell’anno precedente alla rilevazione statistica, un adolescente su 5 non supera il livello minimo di competenze in lettura e uno su 4 in matematica. Uno scenario di povertà cognitiva che, secondo la Ong, risulta «significativamente associato allo status socio-economico e culturale della famiglia».
In sintesi, i bambini e gli adolescenti nati in famiglie svantaggiate hanno minori probabilità di raggiungere le competenze minime necessarie per crescere e lavorare, e hanno anche meno possibilità di arricchirsi attraverso la cultura e lo sport. La povertà educativa, inoltre, è assai maggiore tra i ragazzi migranti di prima generazione.
 

 

MUSEI E INTERNET POCO FREQUENTATI. Se da calcoli e libri si passa ai musei, ai siti archeologici e alla pratica di uno sport, i dati non migliorano. Anzi. Nell’ultimo anno il 69,4% degli adolescenti non ha mai visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo, mentre il 45,5% non ha svolto alcun tipo di attività sportiva. Per quanto riguarda internet, infine, il 29% dei minori ‘di buona famiglia’ non ha mai navigato nel 2014. Percentuale che sale al 34% per chi proviene da famiglie con risorse economiche scarse o insufficienti.
IL 50% DEGLI ISTITUTI COSTRUITO PRIMA DEL 1971. Il rapporto di Save the Children evidenzia come in Italia il 54% degli edifici scolastici non sia in regola con la normativa anti-incendio e il 32% con le norme anti sismiche. «Una condizione di pericolo, dato che il 40% degli edifici si trova in zone a rischio sismico (la metà dei quali al Sud) e il 10% in aree a rischio idrogeologico», spiega la Ong, che lancia un allarme anche sulla qualità delle infrastrutture. Gli spazi fisici della scuola influenzano notevolmente le capacità di apprendimento da parte degli alunni, e su questo fronte la situazione appare particolarmente critica. Su circa 33 mila edifici censiti in modo completo dall’anagrafe scolastica, infatti, il 50% è stato costruito prima del 1971, anno di entrata in vigore della normativa sul collaudo statico. Le scuole italiane, in altre parole, sono vecchie, e necessitano di essere ristrutturate.
IL PUNTO SULLA SCUOLA DI MATTEO RENZI. A fare il punto sugli sforzi del governo per tentare di migliorare il sistema scolastico italiano ci ha pensato direttamente il presidente del Consiglio Matteo Renzi, con un lungo post su Facebook. «Ci eravamo lasciati con le polemiche sulla Buona Scuola e, se un po’ conosco questo mondo, credo che continueranno ancora», ha esordito il premier. «Utilizzo tuttavia il primo giorno di scuola per fare il punto della situazione sulle cose che sono state fatte».

 

 

 

 

TECNOLOGIE DIGITALI, QUESTE SCONOSCIUTE. Nessun accenno, nel post del presidente del Consiglio, al tema dell’innovazione e dell’impiego di nuove tecnologie digitali tra i banchi. A fotografare la situazione un’indagine di skuola.net, effettuata su un campione di 4 mila studenti, da cui emerge come l’innovazione sia ancora piuttosto lontana dalle aule: due studenti su tre non hanno mai usato un’app durante le lezioni, e tra quanti hanno dichiarato di aver fatto uso di app e dispositivi mobili in classe, solo il 4% ha precisato di usare questi metodi con regolarità.

SCUOLA E DISABILITÀ: TRASPORTI A RISCHIO? Un’altra parola mancante nella ricognizione fatta dal premier è disabilità. Ma le carenze nei servizi che gli istituti scolastici dovrebbero dedicare agli alunni portatori di handicap sono state messe in luce dall’Anffass, l’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. «Nonostante la recente riforma dell’istruzione», scrive l’associazione, «continuano a permanere notevoli difficoltà che non fanno presagire nulla di buono per i prossimi mesi. Ad esempio, ci chiediamo se le Province e le Città Metropolitane abbiano adempiuto alla scadenza del 10 settembre per la richiesta al Ministero dei fondi utili per assicurare i servizi di assistenza e trasporto agli alunni con disabilità delle scuole superiori, poiché da questo potrebbe scaturire la possibile futura difficoltà a garantire i servizi in questione e di conseguenza notevoli disagi per le famiglie e gli alunni coinvolti».

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