Scuola, tutto in stipendi

Marianna Venturini
23/09/2010

Su 44 miliardi per l’istruzione, 43 vanno al personale.

Scuola, tutto in stipendi

di Marianna Venturini

La legge di bilancio 2010 è chiara: l’istruzione costa 44 miliardi di euro. Una spesa invariata rispetto al 2009, ma comunque cresciuta negli ultimi cinque anni. Rispetto al 2005, infatti, le risorse destinate all’istruzione sono aumentate dell’8%, un incremento che tuttavia è leggermente inferiore al tasso d’inflazione registrato nello stesso periodo, che sfiora il 10%.
In base ai dati contenuti nell’ultimo rapporto Ocse, si tratta di una cifra pari al 4,5% del Prodotto interno lordo, che relega l’Italia al penultimo posto della classifica redatta dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Tra i 33 Paesi presi in considerazione, il nostro è seguito solo dalla Slovacchia. Se poi si prende in considerazione la percentuale di spesa pubblica destinata alla scuola le cose vanno anche peggio: In Italia il 9%, rispetto a una media del 13,3%.

43 miliardi di euro per gli stipendi

Il fatto è che Roma non investe più nell’istruzione pubblica e quasi tutte le risorse messe a disposizione dallo stato servono a pagare il personale. Per gli stipendi degli insegnanti e del personale non docente, infatti, si spendono ben 43 miliardi di euro, il 98% della spesa complessiva. Per tutto il resto ci sono le briciole. Alla voce “mobilio e dotazioni librarie”, per esempio, sono stati destinati solo 570 mila euro. In tutta Italia.
Il paradosso è che pur essendo destinate quasi tutte le risorse a disposizione per gli stipendi, gli insegnanti italiani restano tra i meno pagati d’Europa. Per di più il divario con i colleghi degli altri Paesi si accentua con il passare degli anni.
Sempre in base ai dati Ocse, in Italia un professore di scuola superiore guadagna 20 mila euro quando è assunto e 34 mila euro dopo 15 anni di lavoro, ma la media dei suoi colleghi esteri passa da 25 mila euro a oltre 42 mila euro, cioè più di 15 mila euro di differenza.
Stando sempre ai dati contenuti nella Finanziaria 2010, a gravare di più sulle casse statali sono la scuola primaria e le superiori di secondo grado, rispettivamente con 14 e 15 miliardi di euro di spesa.
Non ci sono fondi, invece, per ristrutturare gli edifici scolastici, come denunciato più volte dagli insegnanti e come hanno ricordato Tito Boeri e Fausto Panunzi su lavoce.info.

Lombardia e Campania ricevono più fondi

Qualche sorpresa arriva disaggregando la spesa a livello regionale. La Lombardia e la Campania sono le regioni a cui sono destinate più risorse, rispettivamente, 5,7 e 4,9 miliardi di euro a fronte di 980 mila e un milione di studenti tra scuola primarie e secondarie. Significa che per ogni studente lombardo lo stato spende 5.800 euro, mentre l’omologo campano costa appena 4.900 euro. E giù a scendere fino al Molise a cui è destinata la cifra più bassa, 260 mila milioni di euro, che per i 48 mila studenti della regione significa una spesa di 5.400 euro a studente.
Un capitolo a parte, infine, meritano le scuole paritarie, cui è destinata una piccola ma significativa fetta dei fondi pubblici. Mentre ogni studente della scuola pubblica costa in media 5.500 euro l’anno, agli iscritti alle private vanno, in media 410 euro di fondi pubblici. Nel 2010 sono stati stanziati 410 milioni di euro per un milione di ragazzi iscritti negli istituti paritari. Anche in questo caso sono sempre Lombardia e Campania a ricevere le somme più alte, rispettivamente, 95 e 53 milioni di euro.