Una scuola veneta chiede l’etnia di chi si iscrive

«Sei cittadino italiano o straniero? Sei rom, sinti, nomade o camminante?». Il modulo che fa arrabbiare i genitori.

13 Luglio 2019 11.07
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Una nuova polemica a tema razzismo è scoppiata in Veneto. Nei moduli per iscriversi all‘Istituto comprensivo Corner di Fossò e Vigonovo, a cavallo tra Venezia e Padova, è richiesto di specificare la propria etnia, ovvero se si è sinti, rom, nomade o camminante. Molti dei genitori che hanno ricevuto il foglio da compilare hanno protestato rivolgendosi a una associazione che fa capo a Rifondazione comunista che a sua volta ha contattato i propri legali perché si tratterebbe di un «abuso e discriminazione gravissima», mentre la direzione scolastica sostiene che l’atto «serve per favorire l’integrazione».

UNA RICHIESTA RIVOLTA AI PADOVANI

La notizia è stata pubblicata sui giornali locali dopo che il modulo, distribuito da tempo, è stato oggetto di valutazione da parte dei genitori interessati alla domanda che hanno deciso di rendere pubblica la vicenda. La scuola è nel Veneziano ma a far scattare la protesta sono stati genitori che vivono nella provincia di Padova e che, attraverso chi li assiste, hanno affermato che solo per loro ci sia questa «specifica». Peraltro, sul modulo è richiesta anche la cittadinanza con una casella per «italiano» e uno spazio per specificare, se straniero, la nazionalità di origine così come le vaccinazioni effettuate e altri dati personali.

RIFONDAZIONE CHIEDE IL RITIRO

Rifondazione comunista non reputa credibili le motivazioni addotte dall’istituto scolastico e ha rilevato che il modulo «va immediatamente ritirato perché va contro la Costituzione, la legge Mancino e le normative europee che vietano qualsiasi censimento». Insomma, discrimina. «Se il modulo dal punto di vista legale ha dei profili di illegittimità lo cambieremo sicuramente», ha detto Carlo Marzolo, il dirigente scolastico dell’istituto. «Le finalità del modulo», ha chiarito, «erano quelle della maggior inclusione possibile e non certo il contrario». Lo stampato viene dato da 10 anni ai genitori degli alunni «che non sono già iscritti nell’anagrafe online. Le informazioni che noi raccogliamo hanno finalità istituzionali, tese a tutelare gli alunni e non a discriminarli».

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