Se la signora Fornero dice che siamo salvi

Paolo Madron
19/08/2012

Solo 15 giorni fa, il ministro del Welfare parlava di futuro industriale a rischio. Ora vede il Paese risanato.

Se la signora Fornero dice che siamo salvi

Stanno finendo le vacanze e con esse se ne va anche il silenzio di alcuni che nel resto dell’anno si distinguono per propensione alla loquacità. Una di questi è il ministro del Welfare Elsa Fornero.
Appena tornata dalla Costa Smeralda, neanche il tempo di disfare le valige, di passarsi la crema doposole, si è subito lanciata in un pubblico e impegnativo proclama sulla Stampa: «Abbiamo salvato l’Italia, ora tocca alle imprese fare la loro parte».
E meno male non ha detto che tocca agli italiani, visto l’impressionante bouquet di aumenti che li aspetta per l’autunno, di cui i giornali danno quotidianamente dovizioso quanto sconfortante conto. Guarda caso, nella pagina successiva all’intervista lo stesso giornale titola su ‘Tasse e tariffe che divorano i redditi’.
APODITTICA DICHIARAZIONE. Ora, di fronte a tanta apodittica dichiarazione, uno che legge comincia a farsi qualche domanda. La prima. Ma chi te lo fa fare? Perché mai la signora Elsa, di fronte a un Paese che sta perdendo i pezzi, ai settembrini 2300 euro che i contribuenti già abbondantemente tartassati stanno sborsando per adeguarsi al costo della vita, agli interessi sui mutui che per effetto dello spread sono saliti di oltre il 60%, al lavoro che manca, al dramma dell’Ilva e compagnia cantante, si attribuisce i meriti di una improbabile missione salvifica?
DIFETTO DI VALUTAZIONE. La seconda. Che sarà mai? Supponenza, ingenuità, difetto di valutazione, istinto di autoconservazione, teatrino della politica cui anche il governo tecnico si immedesima? Abbiamo comunque un ministro convinto delle sue taumaturgiche capacità di salvare il mondo, e questo preoccupa non poco, perché a chi ci governa si chiederebbe, non dico la modestia, ma almeno consapevolezza della realtà che deve fronteggiare.
E questa realtà, guardando alla situazione del Paese, non offre elementi per lasciarsi andare a trionfalismi. Però la Fornero dice che siamo salvi, che il Paese è stato risanato. Evidentemente il record storico del debito, la spesa che aumenta e l’incrudimento del carico fiscale sono variabili ininfluenti.
A meno che, e qui viene il terzo interrogativo, non ci sia sfuggendo qualcosa. E, quindi, siamo noi che sbagliamo a vedere ancora buio in fondo al tunnel. Siamo noi che forse stiamo vedendo un altro film.
DUBBI E PESSIMISMO. Allora guardiamo e riguardiamo i numeri, spulciamo compulsivamente gli indicatori per capire cosa mai sia sfuggito, ci chiediamo se la nostra analisi non si stia sviluppando in una spirale di pessimismo cosmico che ci occlude la vista del radioso avvenire.
Niente da fare, nessun appiglio per dar sfogo alla speranza. Dentro e fuori casa. Anzi, dalla Germania arrivano sinistri segnali sul futuro della moneta unica. Si parla di Grecia fuori, si evoca un piano B pronto nel cassetto nel caso per alcuni ineluttabile l’euro collassasse.
Poi ci viene in mente un’altra intervista, l’ennesima, che il ministro del Lavoro aveva dato prima di partire per le ferie. Era il 9 agosto. Si parlava di autunno caldo e di futuro industriale a rischio, persino di classe operaia cui bisogna restituire la perduta dignità. Un quadro a tinte fosche, insomma.
Ma che cosa sarà mai successo in questi 15 giorni da trasformare agli occhi di Fornero un Paese in profonda crisi in uno salvato e risanato?