La capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete è stata arrestata

Nella notte il blitz con l'ingresso in porto disobbedendo all'alt intimatole dalla Guardia di finanza. Fermata in flagranza di reato.

29 Giugno 2019 08.38
Like me!

Carola Rackete è in stato d’arresto e sarà processata per direttissima dopo che la procura di Agrigento ha deciso per lei una misura cautelare ai domiciliari. Durante la notte, la comandante della Sea Watch 3 ha infatti deciso di entrare nel porto di Lampedusa dopo due settimane in mezzo al mare, violando per l’ennesima volta l’alt intimatogli dalla guardia di finanza: «Non ce la faccio più, devo portarli in salvo», ha detto all’equipaggio comunicando la decisione che aveva preso. La tedesca è stata dunque arrestata in flagranza di reato per violazione dell’Articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra. A Carola Rackete è stato contestato anche il tentato naufragio della motovedetta della guardia di finanza speronata dalla nave durante la manovra di attracco.

«NON HA FATTO NULLA PER EVITARCI»

«Non ha fatto nulla per evitarci, siamo stati fortunati: poteva schiacciarci», hanno raccontato i finanzieri che erano a bordo della motovedetta che ha tentato di impedire alla Sea Watch di attraccare nel porto di Lampedusa. Sull’imbarcazione erano presenti il comandante, il direttore di macchina, il motorista e due radaristi. «Da bordo ci hanno detto ‘spostatevi’ e hanno continuato la manovra di avvicinamento», hanno proseguito. La vicenda è stata commentata anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Ho seguito ora per ora, minuto per minuto quello che è successo stanotte a Lampedusa: fortunatamente nessuno si è fatto male ma si è rischiato il morto, si è rischiato il disastro», ha scritto su Facebook parlando di «atto criminale» compiuto dalla Sea Watch, che «ha cercato di schiacciare contro la banchina del porto una motovedetta della Guardia di Finanza, di stritolarla».

RISCHIA DA 3 A 10 ANNI

Quando la nave era ormai ormeggiata in banchina, i finanzieri sono saliti a bordo e l’hanno arrestata. E ora Rackete rischia una condanna da 3 a 10 anni. La decisione di non attendere più la comandante l’ha presa poco dopo l’una di notte: ha acceso i motori e fatto rotta verso l’isola. Immediatamente la motovedetta della guardia di finanza che in questi ultimi due giorni è sempre rimasta accanto alla nave della ong le ha intimato l’alt. Un ordine, dicono i finanzieri, ripetuto tre volte e sempre rimasto inascoltato. Quando era ormai evidente che la Sea Watch era entrata in porto, la motovedetta ha tentato un’ultima mossa, ponendosi tra la banchina e la nave per impedire l’attracco. Ma Carola non si è fermata e ha portato la Sea Watch sempre più vicino. L’incidente è stato evitato per un niente: la motovedetta e la nave si sono toccate per un’istante, l’imbarcazione della finanza è finita contro la banchina ed è riuscita a sfilarsi senza conseguenze per l’equipaggio. Gli immigrati a bordo sono stati sbarcati e, come ha confermato Salvini, verranno redistribuiti in cinque Paesi diversi, con la Francia che ha già annunciato di essere pronta ad accoglierne 10: «Abbiamo avuto ampie rassicurazioni che tutti gli immigrati che erano a bordo della Sea Watch siano distribuiti in cinque Paesi, che ringrazio», ha detto Salvini. «Brilla per la sua assenza e il suo vergognoso menefreghismo il governo olandese, che ha dato una bandiera a una nave fuorilegge fregandosene di quello che l’equipaggio di questa nave è andato a fare in giro per il Mediterraneo».

APPLAUSI E INSULTI

Salvini ha celebrato l’arresto su Twitter, dove l’hashtag #freeCarola è già primo tra le tendenze. Applausi e contestazioni hanno accolto l’ingresso della nave in porto. Persino insulti come «spero che ti violentino» e «zingara, tornatene in Olanda». Da una parte i sostenitori della Ong, dall’altra le grida di un gruppo di lampedusani, guidati dall’ex vicesindaco dell’isola Angela Maraventano, che hanno urlato vergogna. «Non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo. Fate scendere i profughi e poi arrestateli tutti», ha gridato Maraventano più volte rivolgendosi alle forze dell’ordine. All’esponente leghista ha risposto l’ex sindaco Giusi Nicolini, anche lei sul molo: «Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no». Posizione chiara quella del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio: «Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti». «Da giurista, conoscendo i provvedimenti adottati, si prefiguravano responsabilità penali», ha commentato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte impegnato nel G20 di Osaka, «non voglio sostituirmi alla magistratura, a cui spetta applicare le leggi ma le leggi ci sono, che piaccia o non piaccia».

LA PORTAVOCE: «NON AVEVAMO SCELTA»

Alle 2.50 i finanzieri sono saliti a bordo della nave per uscirne, tre minuti dopo, con la comandante, che è stata prelevata e fatta salire su un’auto tra gli applausi e qualche insulto. L’arresto è stato formalizzato poco dopo nella caserma della guardia di finanza: con la manovra compiuta, è la tesi degli investigatori, Carola ha fatto resistenza alle autorità e ha rischiato di provocare un incidente. Per questo le è stato contestato anche il tentato naufragio. «Non avevamo scelta», ha detto la portavoce della Ong Giorgia Linardi, «alla comandante non è stata data nessuna soluzione nonostante avesse dichiarato da 36 ore lo stato di necessità. Era dunque sua responsabilità portare queste persone in salvo. La violazione non è stata del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per 16 giorni». Subito dopo aver portato via Carola, i militari e gli uomini della polizia sono saliti a bordo per notificare il provvedimento di sequestro della nave. E a bordo sono saliti anche i medici e i volontari dell’Unhcr e dell’Oim, per un primo screening sanitario e per fornire ai migranti le prime informazioni. Migranti che al sorgere dell’alba hanno messo finalmente piede a terra. Non prima di aver abbracciato uno ad uno i volontari di Sea Watch.

SI VALUTA INASPRIMENTO DEL SICUREZZA BIS

La vicenda sarà lunedì al centro di una riunione dei tecnici del Viminale che, su impulso del ministro Matteo Salvini, analizzeranno quanto accaduto e valuteranno eventuali rimodulazioni (in senso ancora più severo) del dl sicurezza bis durante la conversione. Lo si apprende da fonti del ministero dell’Interno, secondo cui una ipotesi è l’inasprimento del quadro sanzionatorio, a partire da pene pecuniarie più salate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *