Deputati Pd minacciati da ex finanzieri per il caso Sea Watch

Interrogazione parlamentare della dem Giuditta Pini. Le frasi apparse in un gruppo Facebook chiuso, composto da effettivi ed ex membri delle Fiamme Gialle. I vertici del corpo hanno denunciato l'episodio alla magistratura.

10 Luglio 2019 17.20
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Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, è intervenuto sul caso delle frasi sessiste e razziste, condite da minacce, apparse su un gruppo Facebook chiuso composto da membri effettivi ed ex appartenenti alla Guardia di Finanza, indirizzate alla capitana della Sea Watch, Carola Rackete, e ai parlamentari del Pd saliti a bordo della nave durante l’ultima operazione di salvataggio in mare condotta dalla ong.

NEL GRUPPO CIRCA 16 MILA ISCRITTI

Il gruppo, secondo un’inchiesta del sito The Vision, sarebbe gestito da un sottufficiale delle Fiamme Gialle e gli iscritti sarebbero circa 16 mila tra finanzieri, in servizio e in congedo, e loro parenti. Il Pd ha quindi presentato un’interrogazione parlamentare al ministero dell’Economia, da cui dipende la Guardia di Finanza, prima firmataria la deputata dem Giuditta Pini, salita a bordo della “Sea Watch 3”.

PINI: «AUGURI DI STUPRO E MORTE»

«Nel gruppo Facebook», ha spiegato Pini, «il più importante per numero di iscritti, agenti ed ex della Guardia di Finanza augurano stupri, inneggiano al colpo di Stato e minacciano di sparare ai deputati accorsi a Lampedusa per la Sea Watch. Tra quei parlamentari c’ero io e c’erano i miei colleghi. Stavamo semplicemente svolgendo il nostro lavoro. Pensare che qualcuno, all’interno delle forze dell’ordine, si stava augurando la nostra morte mi mette i brividi».

TRIA CONDIVIDE LA LINEA DELLA FERMEZZA

Tria ha risposto affermando di condividere «la linea di severità e fermezza adottata dai vertici della Guardia di Finanza», che hanno denunciato quanto accaduto alla magistratura perché venga avviata un’indagine tempestiva. Gli autori dei contenuti offensivi «sono circa 80 e una volta accertate le responsabilità si procederà nei loro confronti con il massimo rigore». Il gruppo Facebook, in ogni caso, «non è in alcun modo riconducibile né al sito ufficiale della Guardia di Finanza, né al suo periodico, Il Finanziere. L’amministratore è un brigadiere in congedo dal 1996».

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