Cosa prevede l'accordo sulla ridistribuzione dei migranti a Malta

Cosa prevede l’accordo sulla ridistribuzione dei migranti a Malta

09 Gennaio 2019 11.06
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Dopo 19 lunghissimi giorni, l'accordo è finalmente stato trovato: gli Stati Ue hanno deciso come ridistribuire i migranti delle navi Sea Watch e Sea Eye e anche gli altri 131 che erano sbarcati nell'isola di Malta. Finalmente una soluzione per le navi che da oltre due settimane sono bloccate vicino alla costa de La Valletta. Il via libera all'intesa è stata annunciato dal premier maltese Joseph Muscat. Malta trasferirà sulle proprie navi i migranti, che saranno redistribuiti tra otto Paesi Ue, tra cui l'Italia. Il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos ha lodato gli otto Paesi che partecipano all'accordo per «aver dimostrato reale solidarietà».

TENSIONE NEL GOVERNO DOPO LE PAROLE DI SALVINI

La disponibilità espressa dall'Italia, tuttavia, non è andata giù a Matteo Salvini che non solo ha puntato i piedi, ma ha attaccato da Varsavia l'alleato di governo colpevole di non averlo consultato. «Io non autorizzo arrivi di migranti», ha detto il ministro dell'interno. «Le scelte si condividono e le riunioni si fanno prima non dopo». Salvini ha rincarato la dose chiedendo un «chiarimento» all'interno del governo. Si tratta, ha spiegato, «di una decisione che non ha senso, non ho capito questa accelerazione. Serve un chiarimento che ci sarà questa sera al mio ritorno. Io sono il ministro che si occupa di pubblica sicurezza».

CHI SONO GLI OTTO PAESI DELL'ACCOGLIENZA

Gli otto Paesi che contribuiranno al ricollocamento dei migranti a bordo della Sea Watch sono, secondo quanto riferito da Muscat, «Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia». «In segno di buona volontà da parte di coloro che hanno riconosciuto le missioni di salvataggio effettuate da Malta nei giorni scorsi», ha aggiunto Muscat, «altri 131 migranti già a Malta saranno trasferiti in altri Stati membri». «Accogliamo con favore questa dimostrazione di solidarietà», ha concluso il premier maltese, «a riconoscimento del fatto che Malta ha fatto molto di più di ciò che gli spettava».

«L'UNIONE EUROPEA RILASCIA I SUOI 49 OSTAGGI»

La notizia del via libera di Malta allo sbarco dei migranti fermi da giorni in mare è stata commentata anche dalla stessa Sea Watch, via Twitter, e amaramente: «L'Unione europea rilascia i suoi 49 ostaggi», si legge sui social dell'equipaggio. «Dopo 19 giorni in mare i nostri ospiti hanno trovato finalmente un porto sicuro. È una testimonianza di fallimento dello Stato, la politica non dovrebbe mai essere fatta a spese dei bisognosi. Grazie a tutti quelli che erano con noi in questi giorni».

SALVINI: «È UN SEGNALE DI DEBOLEZZA, IO CONTRARIO»

«Sono e rimango assolutamente contrario a nuovi arrivi in Italia», ha detto invece il ministro dell'Interno Matteo Salvini, commentando l'accordo. A Bruxelles, ha aggiunto, «fanno finta di non capire e agevolano il lavoro di scafisti e Ong. Cedere alle pressioni e alle minacce dell'Europa e delle Ong è un segnale di debolezza che gli italiani non meritano». Il vicepremier leghista da Varsavia ha poi rincarato la dose. «Io non autorizzo arrivi di migranti», ha ribadito puntando il dito contro gli alleati pentastellati colpevoli a suo avviso di non averlo avvertito dell'apertura sull'accoglienza. «Le scelte», ha aggiunto, «si condividono e le riunioni si fanno prima non dopo». Il segretario della Lega ha poi ricordato che «l'estate scorsa i Paesi europei si erano impegnati a prendere 650 migranti sbarcati in Italia, ma solo 150 sono stati effettivamente redistribuiti».

«Sono arrabbiato, molto. Sono buono ma non fesso», ha quindi tuonato il vicepremier che non ha nascosto la sua irritazione nei confronti del premier Giuseppe Conte. «Se fossi io primo ministro», ha messo in chiaro, «prima mi occuperei delle 500 persone su 650 arrivate in Italia che l'Europa non ha collocato quest'estate».

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