Sei anni di carcere al regista Panahi

Redazione
20/12/2010

Sei anni di carcere e il divieto di realizzare film e lasciare l’Iran per i prossimi 20 anni. Così il...

Sei anni di carcere al regista Panahi

Sei anni di carcere e il divieto di realizzare film e lasciare l’Iran per i prossimi 20 anni. Così il regime iraniano ha condannato Jafar Panahi, il regista vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 2000 con Il cerchio.
Nel dettaglio, il cineasta è stato condannato a cinque anni di reclusione per aver fatto parte di un’organizzazione illegale «a scopo di sovvertire lo Stato» e a un altro anno per «attività di propaganda lesive dell’immagine della Repubblica Islamica». A questo si aggiungano i 20 anni di interdizione a «dirigere film di ogni tipo, di scrivere sceneggiature, di concedere interviste alla stampa nazionale e internazionale», oltre al divieto di «recarsi all’estero se non per motivi di salute o pellegrinaggio alla Mecca dietro una cauzione da stabilire».
PROPAGANDA CONTRO IL REGIME. La sua colpa è stata quella di aver raccontato le manifestazioni e le proteste scatenate dopo la contestata rielezione Mahmoud Ahmadinejad nel giugno 2009. L’accusa è «di aver partecipato a manifestazioni e a propaganda contro il regime», ha raccontato il suo legale Farideh Gheirat. Panahi, vincitore di molti premi internazionali e sostenitore del leader dell’opposizione Mirhossein Mousavi nelle controverse elezioni presidenziali dello scorso anno, era stato arrestato a marzo e tenuto in carcere per 88 giorni, durante i quali ha fatto lo sciopero della fame. Il regista cinquantenne era stato accusato dal ministero iraniano alla Cultura di aver fatto «un film contro il regime». Era stato liberato dopo tre mesi ma non aveva potuto far parte della giuria del Festival di Cannes, nè partecipare a settembre al Festival di Venezia, dove aveva presentato il suo corto The Accordion (La fisarmonica). «Da cinque anni mi vietano di fare film. Quando un regista non è autorizzato a fare film la sua mente è già in prigione», aveva scritto in un messaggio che è stato letto durante la kermesse. Farideh Gheirat ha annunciato che farà ricorso all’appello e ha tempo 20 giorni per richiederlo.
Immediato il sostegno di Articolo21, che attraverso il portavoce Giuseppe Giulietti chiede al mondo del cinema «che si è già mobilitato in favore del regista iraniano Jafar Panahi» di riprendre l’iniziativa per «chiedere che la sentenza sia revocata».