Cosa prevede la legge sull’oblio oncologico: basta discriminazioni per chi ha superato la malattia

Enrico Filotico
06/12/2023

Il provvedimento, votato anche in Senato, prevede specifiche norme per gli ex pazienti, fino a oggi condizionati nei diritti fondamentali come adottare un bambino, chiedere un mutuo in banca, partecipare a un concorso. Il ministro della Salute Schillaci: «Legge di civiltà».

Cosa prevede la legge sull’oblio oncologico: basta discriminazioni per chi ha superato la malattia

L’oblio oncologico in Italia è legge. Si tratta di un provvedimento che sancisce il diritto all’oblio per chi è stato affetto da patologie oncologiche: l’obiettivo è quello di prevenire le discriminazioni e tutelare i diritti. A oggi si contano un milione di italiani guariti dal tumore. Per chi in passato era stato colpito da questo genere di patologie, le complicanze per godere di alcuni diritti sono tantissime. È sufficiente pensare alla difficoltà che ci vuole per adottare un bambino, chiedere un mutuo in banca o partecipare a un concorso. Elementi che caratterizzano la qualità di vita di un cittadino o addirittura di una famiglia. Il via libera definitivo e all’unanimità al disegno di legge è arrivato dall’Aula del Senato, dopo l’ok già ricevuto dalla Camera, con 139 voti favorevoli. Un lungo applauso con i senatori in piedi ha seguito il voto dell’assemblea. Soddisfazione da parte di oncologi e associazioni, il ministro della Salute Orazio Schillaci l’ha definita una «legge di civiltà».

Schillaci: «Per chi si lascia alle spalle un tumore, la possibilità di avere una vita piena e senza discriminazioni»

Il ministro Schillaci ha ringraziato tutte le forze politiche spiegando che con «questo provvedimento hanno contribuito a restituire alle persone che si sono lasciate alle spalle un tumore la possibilità di vivere una vita piena senza steccati e discriminazioni». Francesco Perrone, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) ha aggiunto: «I cittadini guariti dal cancro in Italia non saranno più discriminati nella vita sociale, professionale e familiare. Sono infatti previste specifiche norme che tutelano gli ex pazienti da possibili discriminazioni nel campo assicurativo e finanziario, oltre che nell’ambito lavorativo. La Legge prevede il divieto di richiedere informazioni su una pregressa patologia oncologica dopo 10 anni dal termine dei trattamenti in assenza di recidiva di malattia in questo periodo».