Sergio Marchionne è morto

Sergio Marchionne è morto

25 Luglio 2018 09.26
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È morto a Zurigo l'ex amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne, ricoverato dallo scorso 27 giugno per un sarcoma alla spalla. Il manager, per 14 anni a capo di Fiat-Chrysler, aveva compiuto 66 anni il 17 giugno. Il gruppo, in un comunicato diffuso sabato 21 luglio, aveva confermato che le sue condizioni di salute erano gravissime. Marchionne, nel pieno dell’intervento a cui era stato sottoposto, sarebbe stato colpito da embolia cerebrale, precipitando in coma. E a nulla sono valsi i disperati interventi dell’équipe medica per tentare rianimarlo. I danni cerebrali hanno reso la situazione irreversibile: da quel momento il manager era stato tenuto in vita artificialmente dalle macchine (leggi anche: Fca affonda in Borsa con la morte di Marchionne).

PROBABILE UNA CREMAZIONE DELLA SALMA

La famiglia risiede nel cantone svizzero di Vaud, nei pressi di Losanna. Per i funerali, al momento, restano aperte tutte le ipotesi: dalla Svizzera francofona a Chieti, città natale di Marchionne. Probabile una cremazione della salma e il successivo trasferimento a Toronto, in Canada, dove riposano le spoglie di sua madre. Di sicuro c'è la volontà dei congiunti di tenere i funerali in forma strettamente privata. Successivamente sono previsti dei saluti pubblici. Le aziende del gruppo Agnelli – Exor, Fca, Cnh, Ferrari e Juventus – ricorderanno il manager a settembre, in due cerimonie organizzate in momenti diversi a Torino e ad Auburn Hills, in Michigan, storica sede della Chrysler.

L'OSPEDALE DI ZURIGO: «GRAVEMENTE MALATO DA OLTRE UN ANNO»

Il 26 luglio l'ospedale universitario di Zurigo, dove Marchionne era ricoverato, ha diffuso una breve nota che spiega come l'ex ad di Fca «da oltre un anno si recasse a cadenza regolare presso la nostra struttura per curare una grave malattia». Nonostante il ricorso «a tutti i trattamenti offerti dalla medicina più all'avanguardia, il signor Marchionne è purtroppo venuto a mancare». L'ospedale «attribuisce enorme importanza al segreto professionale» e per questo motivo non aveva finora «preso posizione in merito all'ospedalizzazione e al trattamento del signor Marchionne». Attualmente, però, l'ospedale stesso «è oggetto di diverse voci tendenziose da parte dei media» e ha deciso quindi di rilasciare queste dichiarazioni «per frenare il susseguirsi di ulteriori speculazioni». Il riferimento è alle voci, non dimostrate, di eventuali errori da attribuire ai medici durante l'operazione cui era stato sottoposto il manager. Fca, da parte sua, ha comunicato di «non essere in grado di commentare le dichiarazioni dell'ospedale di Zurigo. Per motivi di privacy sanitaria, la società non era a conoscenza dei fatti». Fca afferma inoltre di essere stata informata solo «venerdì 20 luglio dalla famiglia del dottor Marchionne senza alcun dettaglio del serio deterioramento delle sue condizioni e che di conseguenza egli non sarebbe stato in grado di tornare al lavoro. La società ha quindi prontamente assunto e annunciato le necessarie iniziative il giorno seguente» (leggi anche: Tutto quello che Elkann non sapeva di Marchionne).

L'ANNUNCIO PUBBLICO DI JOHN ELKANN

Ad annunciare pubblicamente la morte di Marchionne è stato John Elkann, presidente della holding della famiglia Agnelli Exor. «È accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato», sono state le parole pronunciate da Elkann nel commentare la morte dell'ex ad. «Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler». Tutti e tre si trovavano al capezzale di Marchionne nell'ospedale di Zurigo. «Rinnovo l'invito», ha aggiunto Elkann, «a rispettare la privacy della famiglia di Sergio». «Era un uomo speciale», ha detto Mike Manley, nuovo amministratore delegato di Fca aprendo la conference call davanti agli analisti finanziari (leggi cosa ha detto in conference). Manley ha chiesto un minuto di silenzio prima di presentare i conti del secondo trimestre 2018. Al suo fianco il direttore finanziario del gruppo Richard Palmer.

Allo stesso Elkann, precipitatosi nella clinica svizzera una volta venuto a conoscenza delle condizioni di Marchionne, era stato impedito di vederlo. I medici avevano immediatamente provveduto a comunicargli come non ci fossero più speranze di ripresa. Di la decisione di nominare un nuovo amministratore delegato, il comunicato del Lingotto e la successiva lettera di Elkann ai dipendentI che già conteneva i toni di un necrologio.

Le frasi celebri di Sergio Marchionne

“Abbiamo investito nel mestiere con una disciplina quasi calvinista, abbiamo restituito la dignità del lavoro alla gente degli stabilimenti che erano stati quasi completamente abbandonati” e così “siamo riusciti a ricreare una cultura della produzione che la Fiat aveva perduto”, sottolineava nel 2007. “Voglio che la Fiat diventi la Apple dell’auto.

MATTARELLA: MARCHIONNE, «UNA VISIONE OLTRE L'ORIZZONTE»

«La notizia della scomparsa di Sergio Marchionne, purtroppo non più inattesa, ci addolora e lascia un vuoto in tutti coloro che ne hanno conosciuto e apprezzato le qualità umane, intellettuali, professionali», ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Desidero in questo momento anzitutto esprimere il mio sentimento di vicinanza ai suoi familiari, e a quanti erano a lui più legati nella vita e nel lavoro». Marchionne, continua il capo dello Stato, «ha scritto una pagina importante nella storia dell'industria italiana. Nella sua responsabilità di leader della Fiat ha attraversato anni di trasformazioni assai profonde e radicali dei mercati, dei sistemi di produzione, delle strategie finanziarie, delle relazioni sindacali. Ha assicurato continuità e rilancio fino a costruire una nuova aggregazione, a dar vita a una nuova più grande realtà per sostenere la competizione». Marchionne, conclude Mattarella, «non ha mai rinunciato a battersi per le proprie strategie, ad affrontare difficoltà e conflitti, a superare incomprensioni. La sua visione ha sempre provato a guardare oltre l'orizzonte e immaginare come l'innovazione e la qualità potessero dare maggiore forza nel percorso futuro. Marchionne ha saputo testimoniare con la sua guida tutto questo, mostrando al mondo le capacità e la creatività delle realtà manifatturiere del nostro Paese».

A POMIGLIANO, NOLA E MELFI 10 MINUTI DI STOP

Gli operai dello stabilimento Fca di Pomigliano d'Arco e del reparto logistico di Nola, si fermeranno 10 minuti in segno di «vicinanza e raccoglimento» per la morte di Marchionne. La notizia è giunta in fabbrica mentre i lavoratori erano impegnati nel primo turno di lavoro, facendo calare il più totale silenzio nei reparti. Alcune tute blu raccontano che la notizia ha fatto subito il giro dello stabilimento, con voci che si rincorrevano da reparto in reparto, e poi è calato «un silenzio surreale». Anche l'attività nello stabilimento di Melfi (Potenza) di Fca – dove si producono Jeep Renegade e 500X – è ripresa dopo una sospensione di 10 minuti La fermata, annunciata dalla sirena, è stata programmata anche per il turno centrale, che cominca alle 14.30, e per il turno di stasera, dalle 22.30.

LA CGIL: «HA SALVATO LA FIAT, NON IL DIALOGO»

La segreteria della Cgil «esprime alla famiglia e alla compagna di Sergio Marchionne il suo cordoglio e quello di tutta la confederazione». Marchionne, «cui è sempre andata la stima della Cgil, ha l'indubbio merito di aver salvato un'azienda morente. Uomo di grande intelligenza e capacità manageriale», si legge in una nota, «duro negoziatore, bravo organizzatore, non ha però saputo né voluto indirizzare l'azienda al dialogo e alla collaborazione con una parte importante dei lavoratori italiani», praticando «la divisione sindacale».

LE REAZIONI DELLA POLITICA: DA RENZI A BERLUSCONI

Una volta appresa la notizia, le Commissioni Lavoro e Finanze della Camera, riunite in parlamento, hanno deciso di osservare un minuto di raccoglimento, interrompendo il lavori in corso sul decreto dignità. Il minuto di silenzio è stato chiuso con un lungo applauso. «Provo disgusto per chi ancora oggi ha insultato sui social un uomo che stava morendo», ha scritto su Twitter Matteo Renzi. «Un abbraccio affettuoso alla famiglia di Sergio Marchionne. La terra gli sia lieve».

«Grazie per il lavoro, la fatica, i risultati. E per l’orgoglio italiano portato nel mondo», ha scritto sempre su Twitter l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

«Con Sergio Marchionne l'Italia perde non soltanto il più brillante dei suoi manager, ma una delle figure simbolo del nostro Paese. Ha rappresentato l'Italia migliore: quella operosa e concreta, seria e preparata, dotata di visione e capace di guardare al futuro», ha commentato Silvio Berlusconi in una nota. «Dissi una volta, senza avvertirlo prima – e non me ne sono mai pentito – che mi sarebbe piaciuto vederlo alla guida del nostro Paese. Lo penso ancora: le caratteristiche di una persona straordinaria come Marchionne, la competenza, la preparazione, la capacità dimostrata di ottenere risultati importanti, sarebbero state preziose – se fosse stato disponibile – per ridare dignità alla politica».

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