Cosa ha detto Zanotti ai pm dopo la sua liberazione

Cosa ha detto Zanotti ai pm dopo la sua liberazione

06 Aprile 2019 15.39
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«Ero senza lavoro e ho deciso di andare in Turchia nella zona di Hatay, a pochi chilometri dalla Siria, per cercare di acquistare dinari da rivendere in Europa, dove nel mercato della numismatica hanno un valore. Sono stato però venduto dal mio tassista abusivo a dei miliziani che mi hanno narcotizzato: il 14 aprile del 2016 mi sono risvegliato in una casupola nella zona di Aleppo».

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Sergio Zanotti, l'imprenditore bresciano liberato il 5 aprile dopo tre anni di sequestro in Siria, è stato interrogato dai pm della procura di Roma. «Venerdì mi sono visto per la prima volta allo specchio dopo tre anni», ha raccontato Zanotti, «e ho fatto fatica a riconoscermi: sembro invecchiato di 15 anni». L'imprenditore, rapito nell'aprile del 2016, ha parlato nel corso dell'audizione davanti al procuratore aggiunto Francesco Caporale e al sostituto Sergio Colaccio, che per tre ore lo hanno ascoltato in una caserma del Ros. Zanotti è apparso duramente provato. È stato tenuto in ostaggio da miliziani di Al Qaeda nella zona di Aleppo, come ha confermato, spiegando che in questi tre anni «ha cambiato circa 10 prigioni» e che comunque è stato trattato «abbastanza bene». Le prigioni si trovavano tutte nella zona della capitale siriana. Zanotti ha detto anche di non essere mai stato tenuto in catene: «Me le hanno messe solo per girare i video postati sul web, come una sorta di messa in scena. In una giornata ho girato diversi video, con cambi di abito e cambi di scenario».

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