La Serie A resta a 20 squadre, Cairo attacca Juve, Milan e Inter: «Atteggiamento sbagliato»

Redazione
12/02/2024

L'assemblea ha votato contro il format 18 verso cui hanno spinto le big insieme alla Roma. Il presidente del Torino ha criticato il vertice a tre di bianconeri, rossoneri e nerazzurri in Figc: «Nessuna spaccatura, ma ci hanno mancato di rispetto».

La Serie A resta a 20 squadre, Cairo attacca Juve, Milan e Inter: «Atteggiamento sbagliato»

La Serie A resterà a 20 squadre. I club hanno votato durante l’assemblea che si è tenuta il 12 febbraio e soltanto quattro società, Inter, Juventus, Milan e Roma, hanno detto sì al nuovo format che avrebbe previsto un torneo a 18. A renderlo noto è stata la Lega, che in una nota ha annunciato di aver «approvato oggi, nel corso dell’Assemblea svoltasi nella sede di via Rosellini, il proprio documento di indirizzo contenente le proposte di riforma del calcio italiano. Nel corso della stessa riunione, è stata ribadita la assoluta necessità di mantenere nello statuto federale il diritto di intesa, così come nei principali sistemi calcistici europei. È stato, inoltre, confermato l’attuale format a 20 squadre del campionato di Serie A».

Cairo: «Inter, Milan e Juve hanno mancato di rispetto alla Lega»

Il campionato, quindi, resterà a 20 squadre nonostante il tentativo fatto dalle tre big con il presidente della Figc Gabriele Gravina, nei giorni precedenti all’assemblea. Una mossa che non è piaciuta agli altri club, come ha spiegato il presidente del Torino Urbano Cairo: «Inter, Milan e Juventus hanno mancato di rispetto alla Lega con quell’incontro da sole in Figc, è sembrata una Superleghina in tre». Una spaccatura? Il numero uno granata è stato chiaro: «No, ma il timing di quel vertice a tre è stato totalmente sbagliato. Il loro atteggiamento è stato sbagliato».

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Urbano Cairo (Imagoeconomica).

I presidenti sulla possibile sfiducia a Marotta: «Non se n’è parlato»

Ai presidenti dei club dopo l’assemblea è stato chiesto anche della possibile sfiducia dell’ad dell’Inter, Beppe Marotta, da consigliere federale. Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, lo ha difeso: «Lo ritengo uno dei migliori dirigenti degli ultimi decenni, quindi nel caso non mi avrebbe visto favorevole. Sicuramente andare oggi a rappresentare un’istanza solo con altre due squadre di cambio del format, da 20 a 18, non affrontando i temi fondamentali non mi vede d’accordo. Ma non è per questo che avrei chiesto le dimissioni di qualcuno, tantomeno di Marotta». E Alberto Zangrillo, numero uno del Genoa: «Certamente non era un argomento di oggi. Il dialogo e la democrazia prevedono che ci possano essere posizioni contrastanti».

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Beppe Marotta (Getty Images).