Seul, colpi d’artiglieria sul confine

Redazione
20/12/2010

La nebbia ha solo ritardato l’inizio delle manovre militari dell’esercito sudcoreano nel mar Giallo, (previste inizialmente per le 5 in...

Seul, colpi d’artiglieria sul confine

La nebbia ha solo ritardato l’inizio delle manovre militari dell’esercito sudcoreano nel mar Giallo, (previste inizialmente per le 5 in Italia), che si sono tenute regolarmente e si sono concluse. Lo ha confermato, il 20 dicembre, il governo di Seul.
Alla vigilia delle esercitazioni, la Corea del Nord ha minacciato di rispondere alle manovre con «imprevedibili attacchi di autodifesa» che potrebbero innescare una guerra nella penisola coreana. In precedenza Pyongyang ha parlato anche di «una guerra nucleare globale». Le esercitazioni sudcoreane interessano cinque piccole isole nei pressi del confine marittimo tra le due Coree. La popolazione di tutte e cinque le isole si è trasferita nei rifugi anti-bombardamento.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu non ha trovato un accordo sulla condanna della Corea del Nord per l’attacco del 23 novembre contro una delle cinque isole, Yeonpyeong, (leggi l’articolo di cronaca) che ha causato la morte di quattro persone e innescato la crisi in corso. Cina e Russia si sono rifiutate di condannare Pyongyang e hanno chiesto alla Corea del Sud di cancellare le manovre.
Ma la Corea del Nord ha accettato di far tornare gli ispettori dell’Onu nelle sue installazioni nucleari di Yongbyon. Lo ha affermato l’emittente tivù americana Cnn. Secondo la rete televisiva l’impegno sarebbe stato espresso al governatore del New Mexico Bill Richardson, in missione a Pyongyang nel tentativo di placare la tensione che, ha detto lo stesso Richardson, «non è mai stata così alta». I dirigenti nordcoreani avrebbero anche affermato che «prenderanno in considerazione» la proposta del governatore di istituire una «linea rossa» per le consultazioni tra le due Coree in caso di crisi.
Intanto è allerta in Giappone, dove il premier Naoto Kan ha ordinato ai ministri del suo esecutivo di rimanere in allerta per i possibili sviluppi della crisi tra le due Coree. Kan ha dato indicazioni ai membri del gabinetto il 20 dicembre, durante una riunione della speciale unità di crisi sulla situazione della penisola coreana istituita a fine novembre.
«Il governo giapponese chiede con urgenza alla Corea del Nord di non procedere con azioni provocatorie utilizzando come scusa le esercitazioni», ha dichiarato il segretario dell’esecutivo nipponico, Yoshito Sengoku, al termine del vertice tra il premier e i ministri competenti in materia di sicurezza.