(S)fiducia in diretta

Redazione
14/12/2010

La Camera respinge la mozione di sfiducia: 314 voti contrari contro 311 voti favorevoli. Il Senato ha approvato la fiducia...

La Camera respinge la mozione di sfiducia: 314 voti contrari contro 311 voti favorevoli.

Il Senato ha approvato la fiducia con 162 voti a favore, 135 contrari. Sono risultati assenti 11 senatori.

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(14.50) Maroni: «Berlusconi allarghi la maggioranza o si va al voto».

(14.30) Fini ha dichiarato che la vittoria numerica di Berlusconi è evidente «quanto la nostra sconfitta, resa ancor più dolorosa dalla disinteressata folgorazione sulla Via di Damasco di tre esponenti di Futuro e Libertà». Ma precisa che, a parer suo, è chiaro che Berlusconi non abbia vinto politicamente. Anzi, «sarà chiaro in poche settimane».

(13:42) La Camera respinge la mozione di sfiducia: 314 voti contrari contro 311 voti favorevoli. Oltre ai due deputati Svp che si sono astenuti, tre deputati non hanno votato sulla fiducia al Governo Berlusconi IV: il presidente della Camera Fini, Moffa (Fli) e Gaglione (Noi sud).

(13:41) Anche Calearo e Scilipoti votano contro la sfiducia.

(13:32) Calearo non si presenta alla prima chiama.

(13:29) Berlusconi vota tra gli applausi, ma tira dritto davanti a Fini che, sorridendo ironico, lo segue con gli occhi dal banco della presidenza.

(13:28) Luca Barbareschi, Fli: «La Polidori è stata minacciata per le sue aziende. Le hanno detto che le chiudevano le sue aziende».

(13:21) Altra rissa in Aula tra Lega e Fli.

(13:16) «Conte le ha dato della troia e questo ha provocato baruffa in aula», afferma la deputata del Pdl Nunzia De Girolamo, fornendo una prima spiegazione della rissa dopo il voto di Catia Polidori contro la sfiducia.

(13:12) Domenico Scilipoti salta la prima chiama.

(13:11) Anche Silvano Moffa, Fli, voterà la sfiducia e chiede le dimissioni di Bocchino da capogruppo di Futuro e Libertà.

(13:09) In questo momento il governo, secondo gli analisti, la mozione di sfiducia sarà bocciata per tre voti, 314 contrari contro 311 a favore.

(13:04) Ritornata la calma in Aula, la seduta riprende.

(13:01) Catia Polidori, Fli, vota contro la sfiducia in dissenso dalla linea del partito. Applausi della maggioranza, Gasparri fa il gesto dell’ombrello e mostra il dito medio a Fini. Poi scoppia un tafferuglio tra gli esponenti di Futuro e Libertà Fabio Granata e Giorgio Conte. Antonio Bonfiglio, poi, ha cercato di attaccare Gianni Fava ma è stato bloccato da Guido Crosetto e dai commessi. Fava grida a Fini: «Tutto grazie a te». E il presidente della Camera sospende la seduta.

(12:19) Il voto è aperto.

(12:18) Fini annuncia la chiama nominale dei deputati per il voto.

(12:16) Maria Grazia Siliquini, Fli, non voterà la sfiducia.

(12:15) Paolo Guzzanti, Pli, non darà la fiducia.

(12:09) Rita Bernardini afferma che i Radicali voteranno la sfiducia.

(12:06) Maurizio Grassano, Liberal Democratici, non prende la parola. Parla invece Domenico Scilipoti, ex Idv e ora nel gruppo Misto. Ma chiede di allegare, «per ragioni di tempo», l’intero testo del suo intervento al resoconto stenografico del dibattito.

(12:03) Di Pietro è «un laureato semianalfabeta», afferma Cicchitto.

(12:02) Cicchitto agli «amici» di Fli: «Altro che nuovo centrodestra: correte il rischio di diventare una sorta di appendice subalterna del centrosinistra». Meno “amichevole” con Bocchino, che usa «gli epiteti di Repubblica e del Fatto». Infine tende la mano a quei settori di Fli «che vogliono rimanere nel centrodestra», le “colombe”: «Non votate la sfiducia, questo esecutivo è disposto a modifiche di programma, struttura di governo, anche della legge elettorale».

(12:00) Cicchitto: «La sinistra è attualmente la peggiore esistente in Europa»

(11:59) Riferimenti non casuali a Carlo De Benedetti e Giovanni Bazzoli. Poi il motto: «Se Berlusconi non esistesse dovremmo inventarlo». Ma «il suo ciclo non è affatto finito».

(11:55) Fabrizio Cicchitto, Pdl, parla di Mani Pulite, dei «settori politicizzati della magistratura», che costituiscono «la possibilità per i partiti di sinistra di usare un’arma impropria» e la «negazione dello stato di diritto». Ma «se è populista Berlusconi lo sono anche Obama, Sarkozy, Zapatero e altri leader». L’intervento poi torna ai primi anni 90, quando la vera «anomalia politica italiana erano le dimensioni del partito Comunista italiano».

(11:49) «Ma vuol dirla una parola sulla vita comune? Guardi che non sono mica tutti miliardari! Lo sa quanto costa un litro di benzina? È questo che vi ha rovinati, è questo il ribaltone». Poi Bersani ironizza: «C’è un sacco di moderati in giro e sento un sacco di urla… Noi chiamiamo moderato chi tira la carretta con mille euro al mese e sta zitto, non quelli che portano i soldi all’estero. È la povera gente che è moderata, in questo Paese».

(11:46) Secondo Bersani, Berlusconi vuole una «instabilità pilotata» per andare alle elezioni. Ma «è da irresponsabili», accusa Bersani. «Il dato oggettivo è la sua sconfitta politica, se ne faccia una ragione».

(11:45) Pier Luigi Bersani, Pd, sulla compravendita parlamentare: «Certe botteghe non chiudono mai, sono aperte anche in questi minuti». E attacca: «Signor presidente, per lei comunque vada sarà una sconfitta». Torna la “vittoria di Pirro” di cui parlava al Senato la collega di partito Anna Finocchiaro.

(11:42) «La Lega non vuole le elezioni, vuole fare le riforme».

(11:40) Reguzzoni: «Ridurre le tasse è una priorità assoluta».

(11:38) Reguzzoni polemizza con Fli: «Ma come si può spiegare alla gente il vostro comportamento? Non c’è coerenza!». E con Bocchino: «Il tono del suo intervento e delle sue offese contro Berlusconi non sono degne di un eletto nella maggioranza di governo».

(11:36) Marco Reguzzoni, Lega Nord, prendendo la parola annuncia con tono trionfante che il Senato ha confermato la fiducia a questo governo. Qualcuno urla «Viva la Lega».

(11:32) Fini minaccia di sospendere i lavori. Alcuni urlano «Bocchino finiscila». Lui replica: «So bene che conoscere la regola dell’ascolto in democrazia non è cosa da tutti». Fini è nella scomoda posizione di essere figura istituzionale di equilibrio e terzietà e leader del partito del deputato che sta intervenendo.

(11:29) «Quando noi eravamo in piazza contro il comunismo, lei costruiva palazzi». Urla in Aula. «Ci faccia lezioni su come si diventa ricchi, ma mai su come si combattono le degenerazioni del potere politico». E ancora: «Io nella mia carriera parlamentare ho visto due ribaltoni: uno lo ha fatto la Lega e uno lei oggi». Bocchino è praticamente afono. Ancora accuse a Berlusconi: «Lei vuole un ribaltone della volontà popolare».

(11:27) Bocchino ricorda i fallimenti di Berlusconi: non ha «armonizzato» ma diviso la destra, il programma elettorale non è stato rispettato. E ancora: «Se ha bisogno di guardare in faccia qualche traditore si guardi attorno. Noi non abbiamo mai tradito»

(11:25) Italo Bocchino: 

Fli voterà la mozione di sfiducia di cui è firmatario. Poi denuncia a Berlusconi il “metodo Boffo” «a cui noi e i nostri famigliari siamo quotidianamente sottoposti a causa di un giornale di sua proprietà».

(11:20) Dolce attesa in Aula: Giulia Bongiorno fa il suo ingresso a Montecitorio in carrozzella. Un’ora prima la parlamentare del Pd al nono mese di gravidanza, Federica Mogherini, aveva chiamato il suo capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, per annunciare la sua presenza: «A meno che non mi si rompano le acque ora sarò puntuale».

(11:18) Casini ricorda la «cacciata» del suo partito dalla coalizione di centrodestra del 2008: «O salite sul predellino o ve ne dovete andare».

(11:16)  Casini rinnova la richiesta a Berlusconi di dimissioni prima del voto. «E invece marciamo verso il baratro».

(11:14) «Francamente non ho capito a che cosa serve questo affannarsi a un voto o due in più», confessa Casini, dopo aver condannato le compravendite parlamentari dei giorni scorsi.

(11:11) Il Senato ha approvato la fiducia con 162 voti a favore, 135 contrari. Sono risultati assenti 11 senatori, cioè i 10 del gruppo finiano di Futuro e libertà ai quali si è aggiunto il senatore del Gruppo Misto, Enrico Musso.

(11:10) Casini: «Io signor presidente non parlo. Perché vorrei parlare con il presidente del Consiglio». Che in questo momento non c’è. Gianfranco Fini chiede «un attimo di pazienza», e di avvisare Berlusconi della richiesta di Casini. Dopo un paio di minuti Berlusconi rientra in Aula. Casini finalmente parla.

(11:08) «Lei ha ridotto l’Italia a un paese delle banane, quindi prima se ne va meglio è», conclude Di Pietro.

(11:06) «Lei con il voto che oggi ha comprato ha ridotto grandemente le condizioni minime di agibilità democratica in questo Paese». Toni corrosivi, al solito, per Di Pietro. Proteste in Aula.

(11:03) Di Pietro si rivolge al presidente del Consiglio a questo modo: «Fuggitivo Berlusconi». E lo invita a scappare «alle Bahamas».

(11:01) Di Pietro sta per prendere la parola, ma è accolto da fischi. Berlusconi se ne va.

(11:00) Il deputato Paolo Guzzanti ha deciso di lasciare il Partito Liberale «perché ci sono state pressioni che non mi sono piaciute. Ma questo non ha nulla a che vedere con la mia decisione sul voto di sfiducia: non vuol dire che voterò la sfiducia».

(10:59) «Siete gli utili idioti della sinistra», tuona Iannaccone contro Futuro e Libertà. Che se dovesse riuscire nella sua manovra politica realizzerebbe un «immorale ribaltone», portando la sinistra al governo. Poi chiede le dimissioni di Antonio Di Pietro perché ha perso, sostiene, nove parlamentari. E accusa Bersani: con le sue misure avrebbe portato l’Italia al livello della Grecia.

(10:56) Arturo Iannaccone, Noi Sud: «Una crisi ci esporrebbe al rischio di speculazioni finanziarie, ci sarebbero ancora meno risorse per giovani, imprese, Sud». E «non vediamo grandi statisti in giro». «Il terzo polo non esiste geograficamente e politicamente, e diverrebbe il luogo del ricatto, del brigantaggio politico», aggiunge Iannaccone. Che ne ha anche per la sinistra, che vuole allearsi con «l’ex fascista Fini». «Onorevole D’Alema, si ripassi la storia», accusa Iannaccone. 

(10:52) «Un salto nel buio sarebbe seguirla nell’ennesimo referendum sulla sua persona», dice Bruno Tabacci, Api. Che fa mea culpa, ribadendo che dieci anni fa credeva nelle promesse del Cavaliere. Ora non più. Quindi sfiducia.

(10:50) Anche Carmelo Lo Monte, Mpa, annuncia la sfiducia. Tra i motivi un federalismo che rischia di mettere il Nord contro il Sud.

(10:47) Daniela Melchiorre, Liberal Democratici, annuncia che il suo partito voterà la sfiducia.

(10:43) Il Partito Repubblicano voterà la fiducia, dice Francesco Nucara.

(10:41) Apre la discussione Siegrified Brugger, Svp. Che conferma il voto di astensione.

(10:32) Iniziano i lavori alla Camera. Da questo momento il liveblogging, se non specificato diversamente, si riferisce all’attività di Montecitorio.

(10:28) Schifani annuncia la votazione. E inizia la chiama a partire da Bonino, Emma.

(10:25) Adriana Poli Bortone, Gruppo Misto, prende la parola pur se non precedentemente annunciata: «Io amo ragionare con me stessa». Che conlude: «Anche io, come gli amici delle Autonomie, non partecipo al voto».

(10:22) Helga Thaler Ausserhofer annuncia che il suo partito, Svp, non parteciperà al voto. Cioè si asterrà.

(10:20) «Apprezziamo il significato politico dell’astensione di Fli», definito un «gesto di buona volontà». «Ma le dimissioni no», si affretta a precisare Gasparri.

(10:18) Gasparri invita i colleghi della sinistra a «leggere qualche libro». Proteste.

(10:16) «Il 41-bis è stato cancellato quando Scalfaro era al Quirinale e Ciampi a palazzo Chigi!», urla Gasparri, ormai in tono da comizio.

(10:13) «Abbiamo preferito il dialogo sociale allo scontro sociale». Poi Gasparri alza la voce: «Voi aizzate le frange violente troppe volte in modo poco responsabile!», dice Gasparri, rivolto alla sinistra e riferendosi ai recenti scontri durante la presentazione del libro di Raffaele Bonanni.

(10:11) Maurizio Gasparri, Pdl: «La fonte principale di legittimazione in politica è il voto popolare». Poi ricorda i punti principali del discorso di Berlusconi del giorno precedente. Ripetendo due volte l’offerta di «ricomposizione dell’area moderata» del Cavaliere.

(10:10) Finocchiaro: «Negheremo la fiducia al suo governo e al invitiamo, per il bene dell’Italia, alle dimissioni».

(10:05) «Lo sanno tutti che lei non è stato eletto dal popolo, questa è una Repubblica parlamentare e infatti lei è qui per ricevere la fiducia dal Parlamento», dice Finocchiaro.

(10:00) «Una vittoria di Pirro». Così Anna Finocchiaro, Pd, definisce il voto di fiducia del 30 settembre scorso. Ma oggi «lei si è ritenuto più forte di quanto non fosse». Poi definisce il Corriere della Sera un giornale di solito molto tollerante con Berlusconi.

(9:59) D’Alia: «Le elezioni anticipate sono la sua ultima fuga dalla realtà. Ma sarebbero la certificazione del suo fallimento, che gli elettori punirebbero». Aveva appena detto che «servono» a Berlusconi, oltre che a Umberto Bossi.

(9:54) «Lei ha scelto di non rappresentare i moderati italiani, ma la destra populista», accusa D’Alia. «Il suo è un governo del fare poco. Anzi, del fare annunci».

(9:50) «Il Sud ha bisogno di un interlocutore più affidabile, il Paese ha bisogno di voltare pagina: per questo non voteremo la fiducia», conclude Pistorio. Immediatamente seguito dal no alla fiducia dell’Udc per bocca di Gianpiero D’Alia.

(9:48) Pistorio: «Il viceministro Castelli mi ha detto, informalmente, “Attraverso i fondi Fas abbiamo salvato l’Italia”». Poi definisce Berlusconi «un Robin Hood al contrario, toglie ai poveri per dare ai ricchi».

(9:46) «Per lei il Mezzogiorno è solo marketing politico», attacca Giovanni Pistorio del Movimento per le Autonomie. Che prosegue anche più duro: «Voi intendete che i meridionali siano in una sorta di minorità genetica».

(9:45) «Vada al Quirinale e dica “Ci ho provato, ho fallito, me ne vado”», conclude Belisario.

(9:42) Ancora accuse durissime a Berlusconi da Belisario: «Nel momento in cui mette piede fuori da palazzo Chigi dovrebbe essere accompagnato al tribunale di Milano per subire un processo il cui esito è già segnato». E cioè, «senza i magheggi» dei suoi legali, una condanna per corruzione, dice Belisario.

(9:39) Belisario: «Lei è il più incredibile presidente del Consiglio che sia esistito, da guinness dei primati. “Incredibile”, si prega di controllare il Devoto-Oli e probabilmente ne farete il senso». Poi aggiunge: «In negativo, s’intende». E ancora: «Lei è il mandante politico della più grossa compravendita di parlamentari». Schifani: «La invito a moderare il suo linguaggio». Belisario: «E io la invito a fare il presidente del Senato».

(9:37) La politica di Berlusconi «affama, corrompe, degrada la nostra società», dice Belisario.

(9:32) Schifani: «Mi costringete a sospendere la seduta, è la seconda volta che lo dico». Felice Belisario, Idv, con molta fatica, inizia il suo intervento.

(9:31) Viespoli annuncia che Fli si asterrà al Senato: «Noi ci asteniamo dal Senato, lei si astenga dalla Camera». Proteste in Aula, Schifani in difficoltà.

(9:29) Viespoli si rivolge a Berlusconi: «So distinguere tra la politica e i gazebisti. Io le offro un percorso di responsabilità». Il momento dopo la sfiducia dovrebbe «recarsi al Quirinale e aprire sul serio una nuova stagione politico-parlamentare».

(9:25) «O la ricomposizione del centrodestra oppure un’altra maggioranza», dice Viespoli

(9:21) Pasquale Viespoli, Fli, chiede a Bricolo di «evitare di essere complice di un ribaltone». Perché il centrodestra aveva vinto le elezioni attraverso la «diarchia di leadership» di Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Che oggi si è rotta.

(9:17) Prime proteste in Aula. Il presidente del Senato, Renato Schifani, commenta: «Cominciamo male la giornata».

(9:16) Francesco Rutelli, Api, si dice convinto che sia finita la stagione politica di Berlusconi iniziata 17 anni fa. «E sono proprio i moderati a chiedere di chiudere l’esperienza di questo governo».

(9:12) Ultimo appello a Fli: «Votare la sfiducia significa tradire il mandato elettorale, pensateci bene prima di farlo». E monito a Berlusconi: «Il nostro obiettivo non è arrivare a fine legislatura e basta, ma realizzando finalmente le riforme. Altrimenti l’unica strada possibile è il voto». La Lega, comunque, voterà come previsto la fiducia.

(9:10) «Smettetela di dire balle agli studenti», dice Reguzzoni, rivolto alla sinistra che «ha cavalcato in modo demagogico» la protesta degli studenti.

(9:09) Reguzzoni: Fini e il centrosinistra vogliono «il ribaltone», ma noi «non permetteremo mai un governo dei perdenti».

(9:04) Iniziano le dichiarazioni di voto al Senato. Prende la parola Marco Reguzzoni, Lega Nord. E si rivolge a Futuro e Libertà: «Troppe contraddizioni, troppi cambi di rotta mentre in politica contano coerenza e credibilità e voi avete dimostrato di non avere né l’una né l’altra, e i cittadini lo hanno già capito». Reguzzoni ne ha anche Casini, definito un «vecchio democristiano».