«Sgozzati senza un perché»

Redazione
21/08/2012

Forse nascondevano un tesoro segreto di valore ancora più grande dei soldi che celavano tra la casa e l’ufficio. Qualcosa...

«Sgozzati senza un perché»

Forse nascondevano un tesoro segreto di valore ancora più grande dei soldi che celavano tra la casa e l’ufficio. Qualcosa di prezioso che possa giustificare le efferatissime torture cui i due anziani di Lignano Sabbiadoro sono stati sottoposti prima di essere uccisi all’interno della propria villetta.
Sembra inspiegabile che Paolo Burgato (69 anni) e la moglie Rosetta Sostero (67) abbiano sopportato il dolore atroce fino alla morte senza rivelare il nascondiglio del denaro. Celati in un battiscopa, infatti, c’erano 40 mila euro.
Un luogo inusuale per tenere i soldi e una cifra forse non sufficiente per perdere la vita. Secondo alcuni giornali veneti e friulani, altrettanti euro si trovavano nel negozio della coppia: anche questa somma non è stata rubata.
Il mistero del tragico caso è proprio il fatto che i torturatori/rapinatori abbiano lasciato la villetta portando via solo alcuni gioielli, senza toccare il denaro né aprendo la borsetta della signora Rosetta.
CONTROLLATI UN CENTINAIO DI GIOSTRAI. Da qui le diverse piste che stanno seguendo gli investigatori.
Il 21 agosto i carabinieri e la polizia hanno effettuato un blitz congiunto nel Luna Park di Lignano, controllando un centinaio di giostrai, senza che però sia emerso alcun indizio utile alle indagini: «Non si è trattato di un’operazione strettamente legata ma parallela» ha spiegato un inquirente. «Cioè, questi sono interventi che di tanto in tanto si fanno. Con un caso del genere aperto, abbiamo voluto verificare se al Luna Park ci poteva essere qualcosa di utile all’indagine».
Ci sono poi le figure del figlio che ha trovato i genitori morti in un lago di sangue e quella del fratello di Rosetta, immobiliarista al centro di un fallimento milionario. Ma anche il centinaio di parenti che Rosetta e Paolo avevano a Lignano: tutti sotto interrogatorio.
COLTELLATE CON UNA LAMA DA 25 CM. Sono arrivati inoltre nella tarda serata del 20 agosto i risultati dell’autopsia sui corpi dei coniugi che hanno rivelato la particolare ferocia delle torture.
Tanta violenza ha lasciato gli inquirenti perplessi.
Difficile credere che Rosetta abbia ricevuto una serie di coltellate che di sicuro le deve essere sembrata infinita, inferte con una lama lunga almeno 25 centimetri,  senza rivelare dove tenevano i soldi.

Sgozzato con un colpo che gli ha quasi staccato la testa

Probabilmente il killer infieriva su Rosetta per costringere il marito Paolo a parlare.
Ma perché l’uomo avrebbe dovuto resistere all’orrenda visione e alle torture che gli hanno a sua volta inflitto, prima di venire sgozzato, con un colpo così forte alla gola da staccargli quasi la testa dal collo?
Da qui l’ipotesi che il segreto da nascondere potesse essere di grande valore.
«NELLA VILLA È ENTRATO SOLO IL FIGLIO». Agli investigatori, coordinati dal pm Claudia Danelon, si è aggiunto il comandante del Ris di Parma, colonnello Giampietro Lago, giunto a Lignano per fare il punto sulle indagini.
«La scena del crimine questa volta è risultata ineccepibile, nel senso che non è stata contaminata da nessuno» ha detto il capitano Fabio Pasquariello, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Udine. «Nella villa è infatti entrato solo il figlio della coppia, andato lì a controllare cosa fosse successo, visto che domenica mattina il negozio dei coniugi era rimasto chiuso».
LA PROCURA MANTIENE IL RISERBO. Nella villetta si sono mossi gli esperti delle investigazioni scientifiche dell’arma dei carabinieri, alla ricerca di impronte e tracce utili per arrivare a individuare i responsabili dell’efferato duplice omicidio.
Indagini che, come ha reso noto lo stesso Procuratore capo Antonio Biancardi con un sintetico comunicato stampa, «proseguono alacremente su più fronti».
Ma non si sa nulla di più e il violento delitto è ancora un mistero.