Sì, la vita è tutta una soap

Daniele Lorenzetti
11/10/2010

Stop motion mania: dopo Beautiful tocca a Berlusconi e Fini.

Sì, la vita è tutta una soap

Il tempo dilata, loro comprimono. La cronaca offusca, loro ricostruiscono pazientemente il (non) senso di una storia. Sono i geniacci di Beautiful Lab, uno degli esperimenti di “motion graphics” sul web più creativi della stagione autunnale, diventato in una manciata di giorni un fenomeno di passaparola in rete.
Si erano già fatti notare per la gustosa videosintesi di 5.651 puntate di Beautiful in appena sei minuti.  Riassumere in così poco tempo la selva di matrimoni, tradimenti, divorzi, relazioni al limite dell’incesto della soap più aggrovigliata della storia sembrava una missione impossibile. Loro, modestamente, ce l’hanno fatta: 23 anni di trama, 170.430 minuti di contorcimenti sciolti come neve al sole in un video che ha fatto letteralmente impazzire i social network.

Dalle soap alla politica

Ora quelli di Beautiful Lab (un progetto nato dalla partnership tra Sky.it, l’agenzia genovese Effecinque, nata dall’esperienza di un pioniere della rete come Franco Carlini, e i creativi della Tiwi di Reggio Emilia) ci hanno preso gusto. Cimentandosi con un’altra storia in stop motion, forse meno intricata ma pur sempre ricca di colpi di scena: quella fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. La scena iniziale è il celebre “sdoganamento” berlusconiano dell’ex leader missino, nella sfida per il Comune di Roma con Francesco Rutelli. Il video ripercorre poi 16 anni di politica a destra, i due leader ridotti a marionette di legno che si imbarcano su improbabili vascelli di carta, si fidanzano e poi si dividono, fino alla (reversibile?) rottura finale.
Eccola, la realtà che si muta in telenovela. E il meccanismo della soap diventa la chiave interpretativa per uscire dai labirinti della cronaca (anche) politica.  «L’idea», ha spiegato a Lettera43 Gianluca Parisi del team di Tiwi, «era creare dei prodotti video sulla scia di quello che accade all’estero, in cui la grafica animata viene usata a supporto delle notizie (guarda un video della Cnn sulla disoccupazione negli Usa e uno del New York Times sulle elezioni 2008). Il videoclip è molto più maneggevole sul web e può essere veicolato in modo veloce e virale». Quanto ai contenuti, l’effetto straniante ha sorpreso anche lui: «è come se frammentare il racconto in piccole dosi ne sminuzzasse il senso. Già dopo due mesi non ci ricordiamo bene quel che è accaduto. Condensando tutto ritorna più nitido».

E ora tocca al Pd

Comprimere è dunque il segreto dell’operazione Beautiful Lab: il grimaldello che smaschera l’impostura della cronaca spicciola. Aggiunge Carola Frediani, la giornalista dell’agenzia genovese Effecinque che ha curato il videoclip su Fini-Berlusconi: «Beautiful è stata la nostra scuola. Se ce l’abbiamo fatta con l’antisintesi e l’antirazionalità per definizione, perché non usare la stessa lente per leggere situazioni reali? Abbiamo scoperto che il videoclip ironico rende più chiara la percezione dell’assurdo. Uno arriva in fondo e davanti all’ennesima capriola si chiede: ma come è stato possibile?».
Già, come è stato possibile? Sistemati (si fa per dire) Berlusconi e Fini, al prossimo giro toccherà ai leader della sinistra: «e sarà ancora più faticoso, visto che a tornare periodicamente in auge sono sempre gli stessi».  E poi il gossip, lo spettacolo, l’economia. Perché la vita non sarà tutta un quiz, ma forse, impercettibilmente, è diventata tutta una soap.