I Sì Tav sono tornati in piazza a Torino

I Sì Tav sono tornati in piazza a Torino

06 Aprile 2019 20.48
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Torino e il Piemonte sono «compatte» nel dire «sì Tav subito». Il lungo corteo che il 6 aprile ha percorso via Po da piazza Vittorio non si era ancora esaurito in piazza Castello quando le 'madamin' hanno annunciato soddisfatte il successo della manifestazione. «Siamo oltre ventimila», hanno detto dal palco allestito accanto a Palazzo Madama, nello stesso luogo in cui lo scorso 10 novembre chi chiede sviluppo e lavoro si ritrovò per la prima volta. Allora le persone in piazza erano state 40 mila, ma gli organizzatori vanno oltre i numeri. E si affidano alle parole di Giorgio Gaber – "libertà è partecipazione" – per spiegare che l'importante, per continuare con la metafora del cantautore, era proprio scendere dall'albero.

ASSE TRA CHIAMPARINO E ZINGARETTI

A meno di due mesi dalle elezioni europee, che porteranno il Piemonte anche a rinnovare il governo regionale, la Torino-Lione resta al centro del dibattito. In piazza ci sono le bandiere dell'Europa e dell'Italia, quelle dei sindacati e del Pd. Ci sono le imprese e i lavoratori, big della politica come Maria Elena Boschi e Lara Comi, arrivata nonostante il forfait di Forza Italia, i tricolori di Fratelli d'Italia. E, a poche ore dall'apertura della campagna elettorale con Nicola Zingaretti al suo fianco, c'è il presidente della Regione Sergio Chiamparino. «Essere qui non è fare campagna elettorale, è pensare al futuro e allo sviluppo del Piemonte», ha detto il governatore uscente, secondo cui «bisogna continuare a mantenere alta l'attenzione politica e democratica, perché i nodi sono stati solo rinviati e non risolti». Poi una stoccata al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che nelle prossime settimane visiterà i cantieri della Tav: «Buon ultimo… vedrà un cantiere avviato da governi precedenti, che sta finendo e che il governo attuale, quello in cui c'è il principale alleato del centrodestra, ha bloccato».

LA REPLICA DEL CENTRODESTRA

Assente il candidato governatore del centrodestra Alberto Cirio, non perché No Tav ma per evitare strumentalizzazioni, la replica è affidata al coordinatore del partito in Piemonte, Paolo Zangrillo, che accusa Chiamparino di presentarsi con una coalizione dove ci sono forze politiche apertamente No Tav. E lo invita a rispettare chi ha voluto l'opera: «Se vuole continuare a tirare per la giacchetta le piazze della società civile, insultare i leader dei partiti che sono sempre stati a favore dell'opera e che anzi hanno posto le fondamenta, allora può chiedere la tessera al M5s».

LE VOCI DEI MANIFESTANTI

Le polemiche non fanno bene alla causa della Torino-Lione secondo Mino Giachino, promotore dell'associazione sì Tav sì Lavoro che ha organizzato con le madamin il corteo. «Sono dispiaciuto che la piazza non fosse piena come l'altra volta», ha detto Giachino, «sarebbe stato meglio mantenere lo spirito della prima volta, cioè la società civile e basta, perché la Tav è un'opera troppo importante». La pensa così Vincenzo, per sei anni operaio nel cantiere della Maddalena di Chiomonte: «Abbiamo completato una galleria che qualcuno sostiene non esista, il miglior ammortizzatore sociale è il lavoro, abbiamo già perso troppo tempo»

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