Suicidio assistito, l’attrice Sibilla Barbieri morta in Svizzera

Redazione
06/11/2023

Per la commissione medica italiana non c'era il rispetto dei requisiti previsti per la morte volontaria. A mancare era, nello specifico la dipendenza da trattamento di sostegno vitale. «Un'altra grave discriminazione a cui lo Stato deve porre rimedio», aveva detto la regista nel suo ultimo video.

Suicidio assistito, l’attrice Sibilla Barbieri morta in Svizzera

La regista e attrice Sibilla Barbieri, malata oncologica terminale, è morta in Svizzera dove era arrivata per potersi sottoporre al suicidio assistito. Lo ha reso noto l’associazione Coscioni. La donna, che era anche consigliera dell’associazione, aveva deciso di intraprendere il viaggio all’estero in seguito al diniego della Asl romana cui apparteneva di usufruire dell’aiuto medico alla morte volontaria.

Per la Asl di Roma non era idonea al suicidio assistito

A metà settembre, ha ricordato l’associazione Coscioni, la struttura sanitaria aveva comunicato la propria decisione, spiegando che la donna non possedeva i quattro requisiti previsti dalla sentenza Cappato\Dj Fabo della Corte costituzionale per poter accedere legalmente alla morte volontaria assistita. In particolare la commissione medica ha ritenuto che alla donna mancasse il requisito della dipendenza da trattamento di sostegno vitale.

Marco Cappato
Marco Cappato, legale rappresentante dell’Associazione Soccorso Civile (Imagoeconomica).

«Questa è una discriminazione gravissima tra i malati oncologici e chi si trova anche in altre condizioni non terminali. Per questo ho deciso liberamente di ottenere aiuto andando in Svizzera perché possiedo i 10 mila euro necessari e posso ancora andarci fisicamente. Ma tutte le altre persone condannate a morire da una malattia che non possono perché non hanno i mezzi, perché sono sole o non hanno le informazioni, come fanno? Questa è un’altra grave discriminazione a cui lo Stato deve porre rimedio», aveva detto la regista nell’ultimo video pubblicato online prima del viaggio.

https://www.facebook.com/associazionecoscioni/videos/1098450948199865

Il viaggio in Svizzera della regista

Sibilla Barbieri è stata accompagnata in Svizzera dal figlio e dall’ex senatore radicale Marco Perduca. Entrambi si autodenunceranno martedì 7 novembre presso la stazione dei carabinieri Roma Vittorio Veneto e rischiano fino a 12 anni di carcere. Anche Marco Cappato si autodenuncerà in quanto legale rappresentante dell’Associazione Soccorso Civile che ha organizzato e sostenuto il viaggio di Sibilla. Ad accompagnarli Filomena Gallo, legale difensore e segretario nazionale dell’associazione.