Sicilia, scontro tra FdI, Schifani e la Lega: centrodestra spaccato dopo il no alla legge salva-ineleggibili

Giuseppe Fontana
01/02/2024

La proposta di Fratelli d'Italia è naufragata con almeno nove franchi tiratori. Poi il presidente ha nominato i manager della sanità senza gli assessori meloniani. La distanza è netta e l'indice è puntato contro il leghista Sammartino.

Sicilia, scontro tra FdI, Schifani e la Lega: centrodestra spaccato dopo il no alla legge salva-ineleggibili

La legge salva-ineleggibili bocciata. L’assenza degli assessori di Fratelli d’Italia alla giunta convocata dal presidente regionale Renato Schifani. Le nomine dei manager del comparto sanità approvate ugualmente dal leader siciliano di Forza Italia. Si è aperta così la crisi interna ai partiti di centrodestra in Sicilia, con una spaccatura che ora le colombe di Giorgia Meloni stanno provando a sanare. Da Roma, fonti legate a FdI giurano fedeltà al presidente di Fi. E sul banco degli imputati per il voto negativo, mentre prosegue la caccia ai franchi tiratori, potrebbe finirci la Lega. Una nuova crisi, quindi, per il centrodestra in Sicilia, dopo quella a cavallo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, culminata con l’addio dell’ex coordinatore di Forza Italia Gianfranco Miccichè, passato al gruppo misto.

Bocciata la legge salva-ineleggibili con 34 no e 30 sì

Tutto è partito dalla legge salva-ineleggibili. Con il voto segreto del pomeriggio del 31 gennaio è naufragata la proposta di FdI, presentata per sanare le cause di decadenze di tre propri deputati regionali, dichiarati ineleggibili dai tribunali amministrativi e attualmente in attesa del giudizio d’appello. Si tratta di Giuseppe Catania eletto nel collegio di Trapani, Nicola Catania a Caltanissetta, Letterio Daidone a Catania, a cui si aggiunge il deputato di Sud chiama Nord Davide Vasta. A scrutinio segreto sono arrivati 34 voti contrari e soltanto 30 favorevoli. Il centrodestra all’Ars era però presente con 39 consiglieri. Il conto è facile: i franchi tiratori sono almeno nove.

Schifani ha approvato le nomine nonostante l’assenza degli assessori di FdI

Da lì una rapida escalation, con l’abbandono dell’aula dello stesso presidente della Regione siciliana, ma anche del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, che ha chiamato a raccolta i propri parlamentari e gli assessori di FdI (Scarpinato, Aricò, Amata e Pagana). Proprio questi non hanno poi partecipato alla giunta convocata da Schifani, che in tutta risposta ha fatto comunque approvare le nomine dei manager della sanità siciliana, senza poi poter più concedere modifiche agli assenti. Ed è stato allora che all’Ansa è arrivato l’attacco frontale di FdI con una nota ufficiosa: «La decisione del presidente Renato Schifani di nominare i manager della sanità in Sicilia in assenza degli assessori apre la crisi di governo». Poi smentita dal capogruppo meloniano all’Ars Giorgio Assenza, che ha dichiarato: «Non mi risulta nessuna crisi».

Sicilia, scontro tra FdI, Schifani e la Lega centrodestra spaccato dopo il no alla legge salva-ineleggibili
La prima seduta della giunta di Renato Schifani, il 17 novembre 2022 (Imagoeconomica).

L’indiziato principale per il no alla legge è il leghista Luca Sammartino

Il giorno dopo, la caccia ai franchi tiratori non si è fermata. Dai vertici siciliani di Fratelli d’Italia, però, è filtrato un cambio di posizione, stavolta a favore di Renato Schifani: «la colpa» del naufragio della legge salva-ineleggibili «non è sua». Il principale indiziato è diventato il vicepresidente della Regione Siciliana, Luca Sammartino, che è invece in quota Lega. Questo perché lo stesso Sammartino, durante la discussione del 30 gennaio, ha fatto sì che venisse bocciata la richiesta di FdI di mettere ai voti la legge prima della riforma delle Province. In realtà la mozione ha ricevuto i no anche dagli assessori di Forza Italia e della Dc.

Sicilia, scontro tra FdI, Schifani e la Lega centrodestra spaccato dopo il no alla legge salva-ineleggibili
Luca Sammartino, assessore all’Agricoltura della Regione siciliana (Imagoeconomica).

FdI tra chi vorrebbe lo scontro e chi la riappacificazione

Cosa può succedere adesso? Una parte di Fratelli d’Italia, quella vicina ai coordinatori regionali e al presidente dell’Ars Galvagno, uomo di Ignazio La Russa, starebbe lavorando per ricucire la spaccatura. L’altra parte, invece, vorrebbe che venisse tolta a Sammartino la delega da vicepresidente della Regione. Difficile che accada, vista la sua vicinanza al ministro delle Infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini. La crisi è tutt’altro che risolta e le elezioni europee si avvicinano.