Sicilia, Crocetta: «Se vinco chiudo col sesso»

Gabriele Lippi
20/08/2012

Il candidato presidente promette: «Mi sposo con la Regione».

Sicilia, Crocetta: «Se vinco chiudo col sesso»

Un fioretto per arrivare al Palazzo d’Orleans. La promessa di Rosario Crocetta, candidato del Partito democratico alla presidenza della Regione Sicilia, è di quelle destinate a far discutere e sorridere.
«Se dovessi diventare presidente dirò addio al sesso e mi considererò sposato con la Sicilia, le siciliane e i siciliani. Guidare la cosa pubblica è come entrare in un convento e non ho neanche più l’età per certe scorribande».
Crocetta lo ha rivelato nell’ultima puntata di KlausCondicio, anche se successivamente ha precisato che si trattava solo di una battuta, aggiungendo che preferirebbe parlare di programmi.
«MAI COME BERLUSCONI». Ma intanto di sesso ne ha parlato, e non è mancata una frecciata diretta all’ex presidente del Consiglio.
«Certamente non farò la fine di Silvio Berlusconi, che si è consumato sia per la sua incapacità politica che per le donne, diciamo la verità, pur avendo più anni di me. Direi che l’ex premier ha rappresentato uno degli esempi di peggior politica in assoluto: ha sacrificato in nome del gossip il proprio impegno politico, facendo intendere una sua considerazione sotto zero dell’universo femminile, e su questo tema invito a riflettere le stesse donne del Popolo della libertà».
Secondo Crocetta sesso e politica sarebbero incompatibili: «La sessualità, sia etero che omo, portata agli estremi, crea effetti di sovraesposizione. Quando si hanno ruoli pubblici si deve essere molto prudenti e molto casti. Quando ero sindaco di Gela mi chiedevano spesso se avessi un compagno o una storia, e io rispondevo: ‘Niente sesso, siamo sindaci’. Figuriamoci se dovessi diventare presidente. Meno male che in questo mi aiuta il fatto che ho un’età e il tempo della passioni è finito».
«LEGGO I SALMI E I POETI SUFI». E poi ci sono modi diversi per passare il tempo: «Ora mi piace leggere salmi e i grandi poeti sufi. Berlusconi è stato in sintonia con gli italiani, ha cercato di interpretarne una rivolta contro la politica e poi ha tradito se stesso, e, cosa più grave, ha tradito gli italiani, finendo per rimbarcare un bel po’ di riciclati», ha spiegato l’eurodeputato del Pd.
Ma non è tutto. Al di là del suo voto di castità, Crocetta, ha anche dato indicazioni su quella che vorrebbe fosse la sua Giunta: «Vorrei Antonio Ingroia nella mia squadra, ma so che non è disponibile perche ha già accettato un incarico internazionale e quindi mi direbbe di no. Ma chi non vorrebbe un magistrato della sua levatura ed esperienza?».
«NESSUNA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA MAGISTRATURA». La stima per il magistrato della procura di Palermo è destinata a diventare un altro motivo d’attrito con il Pdl, ma Crocetta ha fatto immediatamente un passo indietro sulla questione: «Comunque dico no alle strumentalizzazioni della magistratura, per cui non mi sento di proporre alcunché a magistrati in prima linea contro la mafia, chiedendo loro di cambiare mestiere».
L’eurodeputato ha inoltre annunciato di puntare a un importantissimo questore siciliano che ha arrestato tanti mafiosi: «Ma per ora non posso rivelare il nome, ci sono ancora passaggi formali che vanno espletati».