Sicilia, il Pd riscopre Vasto

Giuseppe Pipitone
24/08/2012

La regione laboratorio per il 2013.

Sicilia, il Pd riscopre Vasto

Le carte che farebbero arrossire il Pd sarebbero talmente imbarazzanti da essere state secretate dal partito di Pier Luigi Bersani e cacciate in fondo a un cassetto della sede di via Bentivegna a Palermo.
IL SONDAGGIO DÀ FAVORITO FAVA. Un ipotetico sondaggio condotto in pochi giorni dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli pare aver lasciato senza parole il segretario democratico siciliano Giuseppe Lupo: Rosario Crocetta, candidato dei democratici e dell’Udc alla presidenza dell’Isola, sarebbe appena terzo nell’indice di gradimento degli elettori siciliani, dietro a Gianfranco Miccichè (che non aveva ancora ritirato la candidatura) e soprattutto staccato da Claudio Fava, aspirante governatore di Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista.
ALLEANZA CON UDC A RISCHIO. Nonostante alle elezioni manchino ancora più di due mesi i risultati dell’indagine statistica di Pagnoncelli rappresentano comunque una grana enorme per il Pd che potrebbe vedere il matrimonio con il partito di Pier Ferdinando Casini schiantarsi su un possibile flop di Crocetta alle consultazioni del 28 e 29 ottobre.
PROVE GENERALI DI ALLEANZE. Non è un segreto infatti come l’unione tra i neo-democristiani e i democratici alle elezioni siciliane sia la prova generale per un accordo su sfondo nazionale in vista del 2013. Un matrimonio annunciato che adesso però rischierebbe di approdare immediatamente al divorzio per un problema non da poco: gli elettori.

Foto di Vasto contro Grosse Koalition

Nonostante la campagna elettorale per le elezioni in Sicilia non sia ancora ufficialmente iniziata, il Pd è al bivio: da una parte potrebbe provare a riavvicinarsi alla sinistra per ricomporre la ormai appannata foto di Vasto, dall’altra potrebbe proseguire l’allargamento della coalizione verso il centro, come sta già sperimentando Crocetta.
FAVA SPINGE PER LE PRIMARIE. Entrambe le soluzioni però presentano parecchie controindicazioni. Nel primo caso ci sarebbero le ruggini vecchie di settimane tra Fava e Crocetta: il figlio del giornalista assassinato da Cosa Nostra non accetta in nessun modo l’alleanza con l’Udc e ha chiesto al Pd di indire le primarie.
IL NIET DI CROCETTA. Ipotesi respinta con forza da Crocetta che ha svelato la sua ricetta per il Pd. «La coalizione che ha in mente Fava», ha detto l’europarlamentare piddino, «ha già sonoramente perso in tre diverse elezioni, pur schierando nomi forti. Insistere su questa strada, significa non capire il valore dell’inclusione e del dialogo con i moderati: Fava vuole la frammentazione e l’isolamento del centrosinistra suggerendo una mossa che di fatto porta alla rottura dell’alleanza con l’Udc».
Per Crocetta dunque l’alchimia vincente sarebbe un allargamento della coalizione verso il centro. Più o meno lo stesso piano che hanno in mente i vertici romani del Pd, ansiosi di esportare l’unione con Casini in ambito nazionale.

Fini tentato dalla coalizione Pd e Udc

Per il momento però sul tema siciliano si è registrato soltanto l’assordante silenzio di Bersani. E neanche Nichi Vendola si è espresso in maniera univoca sulla scelta del suo partito di correre da solo.
ALLARGAMENTO A FLI. A Palermo nel frattempo la coalizione in sostegno di Crocetta potrebbe inglobare a breve anche Futuro e libertà: in quel caso i rossori in casa Pd aumenterebbero sostanzialmente dato che i dirigenti democratici dovrebbero andare a spiegare agli elettori perché non accettano un’alleanza con il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo (dopo un abbraccio mortale durato tre anni) e invece stringono patti di ferro con i futuristi che sostengono ancora il governatore uscente.
I numeri disarmanti del sondaggio di Pagnoncelli derivano dunque anche da una sostanziale incomprensione degli elettori sulle alchimie di coalizione: nonostante il Pd si sia mostrato compatto nel sostenere Crocetta sembra che fronde interne siano già pronte a schierarsi per Fava.
LA DÉBÂCLE DEI FUTURISTI. L’ingresso di Fli in una coalizione con il Pd, dopo che appena un anno i futuristi si candidavano a essere leader del nuovo centrodestra nazionale, inoltre non lascia dubbi sul gigantesco passo indietro compiuto dal partito di Gianfranco Fini che, per non rimanere al palo e sparire, si sta spingendo sempre più a sinistra.

Nel centrodestra Miccichè al lavoro per la Lega Sud

Mentre nel centrosinistra continuano gli esperimenti, nel centrodestra il laboratorio politico è in piena evoluzione. La scelta di Miccichè di fare un passo indietro e appoggiare il destrorso Nello Musumeci ha schiacciato nell’angolo il Pdl. Pur di non rischiare con un candidato di cartello alla fine Angelino Alfano ha scelto di appoggiare l’ex sottosegretario di Berlusconi, affidando di fatto le chiavi della coalizione al leader di Grande Sud.
L’ASSE TRA LA DESTRA E LE AUTONOMIE. Anche la mossa del cavallo di Miccichè rischia di nascondere aspirazioni nazionali: indiscrezioni suggeriscono infatti come l’ex braccio destro di Marcello Dell’Utri stia procedendo a tappe forzate verso la creazione della Lega Sud. Un progetto che porterebbe sotto le stesse insegne il partito di Storace, i vari movimenti autonomisti e lo stesso Mpa di Raffaele Lombardo.
E che sarebbe la prima sponda meridionale della Lega Nord: spinte autonomiste radicate nei territori provenienti da poli opposti che si stringerebbero per sostenere ancora una volta Berlusconi e il suo nuovo partito azienda alle elezioni politiche.