Sicilia, una poltrona per 9

Giuseppe Pipitone
22/08/2012

Centrodestra unito su Musumeci.

Sicilia, una poltrona per 9

Nonostante Raffaele Lombardo non si ricandidi più alla presidenza della Regione Sicilia, il baricentro politico nell’Isola sembra essere rimasto tutto sbilanciato verso Catania. È infatti dalle parti della città etnea, roccaforte di Lombardo e del Movimento per l’autonomia, che fervono i colloqui per riorganizzare il centrodestra siciliano.
L’uomo nuovo ha la faccia di Nello Musumeci, catanese di Militello (la stessa città di Pippo Baudo), ex presidente della Provincia etnea, sottosegretario al lavoro di Silvio Berlusconi e front man di Storace in Sicilia. È Musumeci il candidato a cui tutto il centrodestra siculo si affiderà per provare a tornare unito a Palazzo d’Orleans.
PASSO INDIETRO DA PARTE DI MICCICHÈ. Per fargli posto anche Gianfranco Miccichè ha fatto un passo indietro, ritirando la sua candidatura che era stata già bloccata dai giovani del Popolo della libertà. Adesso i ragazzi del partito, in larga parte provenienti da Alleanza nazionale, potranno vantarsi di avere influito sulla decisione finale del segretario del Pdl Angelino Alfano, volato in Sicilia per risolvere una situazione che rischiava di lasciare al palo il suo partito.
Dopo le ruggini tra Miccichè e i nuovi colonnelli del Pdl sembrava infatti che il partito di Berlusconi potesse correre da solo, candidando il rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla.
IL PDL PUNTA ALL’AIUTO DI LOMBARDO. Alla fine però Alfano ha capito che andare da soli dopo tre anni di opposizione alla Regione e la tragica débâcle alle amministrative palermitane, avrebbe significato schiantarsi per l’ennesima volta in pochi mesi.
Tutti con Musumeci dunque, che oltre al Pdl e a Grande Sud di Miccichè punta a raccogliere anche l’appoggio del Partito dei siciliani, il nuovo nome del Mpa di Lombardo, che pensa di candidare come deputato regionale il figlio 20enne Toti, ribattezzato perfidamente «la sarda» da chi ha voluto fare il verso al «Trota» Renzo Bossi.
CROCETTA: «È LA SICILIA DEI GATTOPARDI». «Trovo assurdo che il Pdl dopo avere contribuito a far eleggere Lombardo nel 2008, dopo aver condotto una campagna di stampa durissima nei suoi confronti ora si faccia finta che nulla sia accaduto», ha replicato l’avversario principale di Musumeci Rosario Crocetta, candidato del Partito democratico e dell’Unione di centro.
«È la Sicilia dei gattopardi», ha affondato il colpo Crocetta, «un vero ballo degli ex, quello che vede Lombardo consegnare l’autonomismo siciliano all’allievo di Arcore».

A sinistra accuse al Pd per l’alleanza con l’Udc

Anche dalle parti del centrosinistra però non sono solo rose e fiori. Il matrimonio dei democratici con l’Udc, banco di prova per le elezioni nazionali, non è piaciuto a molti elettori del partito di Pier Luigi Bersani, infastiditi dall’idea di dover votare il partito che fu di Totò Cuffaro, l’ex governatore condannato a sette anni di carcere per favoreggiamento alla mafia.
«Questo non è il partito di Cuffaro, l’Udc è cambiata: noi non candideremo inquisiti e indagati», si è difeso Crocetta.
FAVA (SEL) ATTACCA CROCETTA. E subito è stato ripreso da Claudio Fava, candidato di Sinistra e libertà e Federazione della sinistra allo scranno più alto dell’Isola.
«Crocetta mi pare ormai un po’ sopra le righe nelle battute e nei comportamenti. Qualche giorno fa, per esempio, si è fatto fotografare con un uomo di Lombardo arrestato per concussione e poi è andato tranquillamente a cena con gli imprenditori Mollica, condannati per bancarotta fraudolenta. Come dire: predica codici etici, ma pratica gli inquisiti», ha attaccato, riferendosi all’incontro tra l’ex sindaco di Gela e Cateno De Luca, anche lui in corsa per Palazzo d’Orleans con il movimento Sicilia vera, famoso perché si presentò in conferenza stampa all’Assemblea regionale siciliana coperto soltanto da una bandiera della Trinacria.

Idv e Fli sono ancora alla ricerca del candidato

In cerca di un candidato e di un’alleanza rimangono a oggi l’Italia dei valori e Futuro e libertà: il partito di Leoluca Orlando, dopo aver paventato una candidatura solitaria del segretario regionale Fabio Giambrone, sembrerebbe orientato verso il sostegno a Fava, mentre i futuristi hanno ancora aperte tutte le strade: dall’appoggio a Crocetta, al sostegno a Musumeci fino alla candidatura di Fabio Granata.
IL M5S PUNTA SUL GEOMETRA 30ENNE. In attesa che le varie alchimie politiche del laboratorio targato Sicilia producano le sintesi definitive da sottoporre agli elettori, alle consultazioni del 28 e 29 ottobre si preparano anche alcuni battitori liberi come il Movimento 5 stelle, che ha indicato nel geometra 30enne Giancarlo Cancelleri il suo aspirante governatore.
I FORCONI SI AFFIDANO AL LORO LEADER. In campagna elettorale permanente anche il Movimento dei forconi, che nonostante le poche centinaia di voti raccolte alle amministrative, adesso ha deciso di candidare il leader Mariano Ferro, di professione allevatore di cavalli.
IN CORSA ANCHE IL MAGISTRATO STURZO. Può vantare un nobile curriculum il candidato del movimento Italiani liberi e forti, il magistrato Gaspare Sturzo, nipote del fondatore del Partito popolare.
Incerta invece la partecipazione alle elezioni della lista Uomini nuovi per una società di uguali e partecipi: il movimento fondato da alcuni sacerdoti ha già subito le prime defezioni dopo la bocciatura del cardinale Paolo Romeo.