Siemens, ipotesi di tagli al personale

Redazione
22/08/2012

La crisi internazionale,  il crollo della domanda nel Vecchio continente e il contemporaneo forte trend al rallentamento della crescita nelle...

La crisi internazionale,  il crollo della domanda nel Vecchio continente e il contemporaneo forte trend al rallentamento della crescita nelle nuove potenze (Brasile Russia India Cina e altre), creano problemi anche alle aziende global player che sono tra i massimi simboli e siti d’eccellenza del Made in Germany. Secondo il quotidiano tedesco Boersen-Zeitung, Siemens il colosso multicomparto di energia atomica e no, alta velocità e altri prodotti ferroviari, e attivo in molti altri settori, vuole ridurre e ottimizzare i costi procedendo a massicci tagli dell’occupazione.
A RISCHIO 10MILA POSTI DI LAVORO. Il quotidiano parla di almeno diecimila posti di lavoro ritenuti in esubero. I portavoce dell’azienda però si rifiutano di commentare (ma anche di smentire) la notizia, affermando che l’azienda non si abbandona a speculazioni, specie quando il tema è quello di eventuali piani di riduzione dei posti di lavoro. La notizia è stata accolta con sorpresa dal Gesamtbetriebsrat, il consiglio d’azienda che rappresenta i forti sindacati in tutti i numerosi impianti del gruppo in Germania.
LOESCHER (SIEMENS): IN VISTA UN TAGLIO DEI COSTI. Presentando gli ultimi dati trimestrali, l’amministratore delegato di Siemens, Peter Loescher, aveva comunque accennato a programmi di massiccio taglio dei costi, e quindi anche di probabili tagli dell’occupazione, ma senza scendere nei particolari. Tutto indica, precisa Spiegel online, che il piano verrà elaborato e discusso in ottobre a riunioni dei dirigenti Siemens di tutto il mondo, e solo allora o poco dopo sarà reso pubblico.
L’AZIENDA IN NUMERI: 410 MILA DIPENDENTI. Siemens dà lavoro a circa 410mila persone nel mondo, di cui 129mila in Germania. Oltre ai problemi generali dell’economia europea e mondiale, Siemens ha anche risentito, ovviamente, della decisione del governo tedesco – presa dopo la catastrofe nucleare di Fukushima in Giappone – di andare a un’uscita accelerata dall’atomo civile, con lo spegnimento a tappe forzate dei reattori tedeschi, che erano tutti o quasi tutti forniti da Siemens. Ma il colosso di Monaco continua a fare affari con l’atomo civile ovunque nel mondo, dalla Cina al Brasile alla Russia.