Sigillato ufficio Brigandì, consigliere Csm

Redazione
01/02/2011

I Carabinieri hanno apposto il 1° febbraio i sigilli all’ufficio del consigliere laico del Consiglio superiore della magistratura (Csm) Matteo...

Sigillato ufficio Brigandì, consigliere Csm

I Carabinieri hanno apposto il 1° febbraio i sigilli all’ufficio del consigliere laico del Consiglio superiore della magistratura (Csm) Matteo Brigandì, in quota Lega Nord. Il provvedimento è stato eseguito nella notte del 31 gennaio, in ragione dell’ indagine della Procura di Roma per abuso d’ufficio è accusato di avere passato al quotidiano il Giornale atti custoditi al Csm e relativi a un procedimento disciplinare di quasi 30 anni a carico del pubblico ministero di Milano Ilda Boccassini (leggi la notizia della pubblicazione dgeli atti ).
In base a quanto si apprende a piazzale Clodio l’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilipo Laviani, è partita da una segnalazione ufficiale fatta dal Consiglio superiore della magistratura. Brigandì, secondo l’accusa, avrebbe passato documenti interni al Csm alla giornalista che ha poi redatto un articolo sul procuratore aggiunto di Milano. E proprio questa mattina, perquisizioni sono in corso nell’abitazione romana della giornalista de ‘Il Giornale’, Anna Maria Greco. A disporle, secondo quanto informa il quotidiano, «è stato il pubblico ministero Silvia Sereni e a quanto risulta il provvedimento è stato disposto per la presunta violazione dell’articolo 323 del codice penale, quello relativo all’abuso d’ufficio».
«I carabinieri hanno fatto irruzione a casa della giornalista intorno alle nove», riferisce la direzione de il Giornale, «e hanno sequestrato il computer di Anna Maria Greco e persino quello del figlio della cronista. Nel provvedimento di notifica si legge che altre perquisizioni saranno effettuate all’interno della redazione romana del quotidiano».
SALLUSTI, TOGHE CASTA VIOLENTA «Per l’ennesima volta la casta dei magistrati mostra il suo volto violento e illiberale», è il commento del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti alle perquisizioni in corso in casa di una giornalista del quotidiano. «La perquisizione nell’abitazione privata della collega Anna Maria Greco, autrice dell’articolo che conteneva sentenze pubbliche del Csm, non solo è un atto intimidatorio – dice il direttore – ma una vera e propria aggressione alla persona e alla libertà di stampa». «Stupisce che soltanto le notizie non gradite ai magistrati – dice ancora – inneschino una simile repressione quando i magistrati stessi diffondono a giornalisti amici e complici atti giudiziari coperti da segreto al solo scopo di infangare politici non graditi».