Per Calenda e Gentiloni c’è rischio concreto di una Italexit

Il capolista alle Europee e l'ex capo del governo evocano una possibile uscita del Paese dall'Unione europea, anche non voluta: «Bivio possibile già a fine anno».

16 Maggio 2019 08.05
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L'allarme non solo viene lanciato, ma anche ripetuto. E non da due personalità a caso, ma dall'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e dall'ex primo ministro Paolo Gentiloni. Ci sarà pure la battaglia poitica in vista delle elezioni europee, ma il primo parla di indicatori economici, il secondo di isolamento politico, entrambi mettono in conto la possibilità di unìuscita dell'Italia dall'euro, quello che per molto tempo è stato un tabù.

CALENDA: «BISOGNA TROVARE 25 MILIARDI»

«La situazione è molto chiara: non c'è un indicatore che stia andando bene, compresi gli investimenti che decrescono dello 0,3 %. La domanda estera è l'unico contributo positivo all'andamento del Pil che però resta vicino allo zero. Ora, tutto questo si è fermato, non tanto per i provvedimenti del governo. Si è fermato per il modo di parlare del governo: questa specie di 'cagnara' continua che si fa ha spaventato gli investitori. E senza investimenti non c'è espansione», è l'analisi di Calenda ai microfoni della trasmissione Radio anch'io su Rai Radio 1. «La realtà», ha proseguito l'aspirante europarlamentare, «è che bisogna trovare 25 miliardi di euro, considerata la mancata crescita e il resto. Quota 100 è un provvedimento molto costoso che aumenta in proporzione il debito pensionistico e penso sia molto concreto il rischio di Italexit. Per una ragione di cui non si parla molto. I sovranisti non avranno più del 10,15% del Parlamento ma ci sarà una spaccatura tra paesi a guida sovranista e paesi a guida diciamo democratica e liberale. E noi entreremo con i paesi a guida sovranista come Polonia e Ungheria».

GENTILONI: «IL BIVIO PER L'ITALIA GIÀ A FINE ANNO»

Gli ha fatto eco sempre il 16 maggio Paolo Gentiloni: «Io trovo che sia un fatto davvero colossale che un vicepremier dica "tireremo dritto sul debito, che sia 130 o 140% del Pil. Come dire 200 miliardi in più o in meno chi se ne frega. Mi dispiace fare la Cassandra, però non siamo mai stati così isolati e a rischio in Europa. Da essere ai margini, come siamo già, a trovarsi fuori, il passo potrebbe non essere così lungo e il bivio per l'Italia potrebbe arrivare già a fine anno», ha affermato l'ex premier e presidente del Pd intervistato dal Corriere della Sera. . «Ho un po' di timore a pronunciare questo nome, Italexit, però vedo un isolamento totale. E siccome a Bruxelles non ci saranno ribaltoni, checché ne dica la propaganda del nostro governo, alla fine il rischio che a ribaltarsi sia l'Italia è crescente»,ha avvertito Gentiloni. »Si può decidere di uscirne ma si può perfino finire fuori senza averlo deciso», ha spiegato.

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