Il silenzio elettorale e i messaggi di Salvini

Il silenzio elettorale e i messaggi di Salvini

Il divieto non si estende ai social. Resta una questione di opportunità. Ma al ministro dell'Interno non sembra interessare granché. 

25 Maggio 2019 08.11

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Il silenzio elettorale proprio non va giù a Matteo Salvini. Alla vigilia delle Europee, il 25 maggio, il leader della Lega ha continuato a twittare messaggi agli elettori come già fatto in precedenza in occasione delle Regionali in Abruzzo e Sardegna. Invitando direttamente a votare la Lega.

Tutta mattina il vicepremier aveva cinguettato commentando i rischi di una «Eurabia», con tanto di preghiera a Oriana Fallaci («guardaci da lassù», l'invocazione) – che a questo punto si va aggiungere ai santi citati dal vicepremier durante il comizio sovranista in piazza Duomo a Milano – e in tutela degli animali. Poi aveva ringraziato, con due diversi post, i partecipanti all'appuntamento del 18 maggio e, più in generale, «tutti gli italiani». Immancabile il «Vi voglio bene».

Ma cosa dice la legge sul silenzio elettorale? Va detto che non fa riferimento esplicito ai social network e lascia di fatto un vuoto normativo che negli anni è stato prontamente riempito da candidati e leader. L'Agcom, il 15 maggio scorso, aveva però ricordato che «​sebbene l’Autorità non sia competente a conoscere delle fattispecie di violazione del cd. silenzio elettorale, ritiene particolarmente importante richiamare l’attenzione su queste disposizioni che si fondano su principi strumentali a garantire una effettiva tutela dell’elettore e, come tali, validi per ogni mezzo di diffusione». Dunque la presenza dei social network nelle 24 ore precedenti al voto non è vietata, almeno non dalla legge. Resta comunque una questione di opportunità e fair play.

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