Silvio vince senza Cepu

Redazione
15/12/2010

di Nico Arse Il deputato-attore futurista Luca Barbareschi è sicuro: dietro il “tradimento” dell’ex Fli Catia Polidori c’è un baratto....

Silvio vince senza Cepu

di Nico Arse

Il deputato-attore futurista Luca Barbareschi è sicuro: dietro il “tradimento” dell’ex Fli Catia Polidori c’è un baratto. «Ha ricevuto pressioni sulle aziende di famiglia», cioè il Cepu di Francesco Polidori, sostiene l’artista finiano. Barbareschi è uno che sa il fatto suo, in diverse fiction ha interpretato anche agenti di polizia, quindi ci sarà da fidarsi se dice che è stata una compravendita.
Anche se, a onor del vero, l’accusa barbareschiana è quantomeno confusa. Una volta dice che «alla Polidori hanno detto che le chiudevano le sue aziende» se avesse votato il sì alla sfiducia.
In un’agenzia di 3 minuti dopo però dice che «sappiamo per certo che la Polidori, la cui azienda di famiglia è il Cepu, ha ottenuto rassicurazioni che la favoriscono», da cui sembra di capire invece che il Cepu sarebbe stato avvantaggiato in qualche modo se la Polidori avesse voltato le spalle a Fini, come poi ha fatto.
E quindi? Un vero giallo, da fiction alla Barbareschi. Allora forse vale la pena sentirlo questo presunto emissario del baratto berlusconiano, Mr. Cepu, Francesco Polidori, da Città di Castello (Perugia).

Domanda. Polidori, dica la verità, che vantaggi avrete voi del Cepu dal voto di Catia?
Risposta. Ma per carità, tutte sciocchezze. Intanto Catia Polidori non ha niente a che vedere con il Cepu, che ho fondato io tanti anni fa. Siamo parenti alla lontana, è vero, ma molto alla lontana. Tutti i Polidori in Umbria sono legati tra loro attraverso gli antenati, perché deriviamo tutti da quelle famiglie veneziane che 500 anni fa si trasferirono qui. Ma le dico, il voto di Catia con il Cepu non c’entra proprio niente.
D. Ma il Fli è sicuro di questo.
R. Io non so chi ha detto queste sciocchezze a Barbareschi.
D. Lei è molto amico di Silvio Berlusconi, non ci venga a dire che non ha cercato di convincere Catia Polidori a votare per il no.
R. Io e Catia ci sentiamo spesso, di solito ci vediamo anche, il fine settimana.
D. Ecco. L’ultima volta?
R. Settimana scorsa, credo…Sì una settimana fa.
D. E avrete parlato del voto che ci sarebbe stato il martedì successivo?
R. Ma sì, insieme a tante altre cose. Già prima avevamo parlato della sua scelta di passare con Fini. Io le chiedevo sempre se era sicura di aver fatto la scelta giusta.
D. E lei?
R. Lei mi diceva che si sentiva legata a Fini, perché è stato lui a volere la sua candidatura. Insomma sentiva di avere un debito con lui. Però mi ha sempre detto anche che non avrebbe mai votato contro il governo Berlusconi, che una questione personale non poteva comportate conseguenze come queste per il Paese intero.
D. Quindi aveva già deciso da tempo?
R. Questo non glielo so dire, ma di certo non si aspettava che Fini dicesse quelle cose su Berlusconi e che cercasse di farlo cadere. Penso sia questo il motivo per cui anche altri di Fli hanno poi scelto la fiducia al Cavaliere.
D. Però si è detto di vantaggi per il Cepu dal decreto sull’Università appena approvato dalla Camera.
R. Ah ecco, un’altra sciocchezza. Dicono che l’articolo 6 sarebbe del decreto di programmazione 2010-2012 un regalo del presidente Silvio Berlusconi all’amico Francesco Polidori, perché trasforma le università telematiche non statali esistenti in universtià non telematiche, cioè tradizionali. Non hanno capito che a me non interessa per niente tornare al passato, fare un’università tradizionale, vecchia.
D. Perché?
R. Io ho voluto fare l’università on line perché sono certo, per esperienza diretta, che il modello organizzativo delle università on line sia vincente per qualità ed efficienza, perchè soddisfa i bisogni degli studenti senza i vincoli della struttura e del tempo. Davvero, non abbiamo mai preso in considerazione un cambiamento verso un modello organizzativo tradizionale, non c’è proprio nessun regalo dal governo per il signor Polidori…
D. Ma allora il complotto descritto da Barbareschi?
R. Guardi, è un grande attore, ma come investigatore mica tanto…