Simulazione con il caposcorta

Redazione
04/10/2010

Tecnicamente è quello che si chiama un esperimento giudiziale, disposto dalla Procura di Milano. Un sopralluogo per verificare alla presenza...

Simulazione con il caposcorta

Tecnicamente è quello che si chiama un esperimento giudiziale, disposto dalla Procura di Milano. Un sopralluogo per verificare alla presenza dell’unico testimone e del pm Grazia Pradella, che coordina l’indagine con il collega Ferdinando Pomarici, tutte le fasi del presunto agguato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro. La ricognizione si è svolta nel palazzo in via Monte di Pietà, nel centro di Milano, dove abita il giornalista e dove si sarebbe svolta, secondo la testimonianza di Alessandro N., l’agente di scorta di Belpietro, l’aggressione durante la notte di giovedì 30 settembre.
Al centro dell’esame è stata una ricostruzione dettagliata di quella manciata di minuti, descritta dall’agente con dovizia di particolari e con tanto di identikit, ma senza riscontri oggettivi. Infatti nessuna delle telecamere poste intorno all’edificio ha conservato traccia dell’ aggressore, e nessuno dei condimini lo ha visto fuggire. Un rebus su cui magistrati e Digos stanno concentrando le loro indagini nel più rigoroso riserbo.
Nel pomeriggio intanto il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva avuto un incontro con il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi. Al centro del colloquio, ha riferito lo stesso Maroni, la definizione « di misure adeguate per far dormire sonni tranquilli a tutti».