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Chi è Tittino Cau, il primo sindaco della Lega in Sardegna

Chi è Tittino Cau, il primo sindaco della Lega in Sardegna

Eletto a Illorai grazie al superamento del quorum, il primo cittadino è entrato nella Lega spinto dallo stesso Salvini: «È l’unico che tutela italiani e sardi».

17 Giugno 2019 19.44

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«Ho sposato il progetto di Salvini perché lui è l’unico che tutela quei valori che in Italia e in Sardegna si stanno disperdendo». Tittino Cau è diventato il nuovo sindaco di Illorai, il primo della Lega nella storia della Sardegna. Artigiano in pensione, un passato al seguito di Corrado Passera e un’esperienza da vicesindaco e assessore dell’Ambiente dal 2009 al 2014, va fiero delle sue origini e delle sue scelte.

PORTATO NELLA LEGA DAL CONSIGLIERE REGIONALE GIAGONI

«Sono figlio di un operaio, di un uomo povero, sono cresciuto nella grande povertà e ho imparato l’importanza di valori come il rispetto», ha raccontato all’indomani del successo che lo ha portato alla ribalta in tutta Italia, proprio per il primato conseguito con il Carroccio. «Sono a capo di una lista civica, non impongo a nessuno di aderire a un partito in cui non crede, ma il mio è un progetto politico a forte trazione leghista», ha affermato. A convincerlo per conto di Matteo Salvini sono stati il consigliere regionale Dario Giagoni e il parlamentare Eugenio Zoffili, responsabile del partito in Sardegna.

UNA BATTAGLIA PER COMBATTERE LO SPOPOLAMENTO

«Non sempre apprezzavo quel che sosteneva Salvini», ha confessato, «ma poi mi sono reso conto dell’amore che ha per la nostra terra, e che quando dice prima gli italiani e i sardi è l’unico che cerca di tutelare la dignità dei nostri figli, costretti a cercare lavoro altrove mentre qui si danno soldi e case agli immigrati», è stata la sua considerazione. Il programma amministrativo si concentra proprio su questo punto. «Il problema più grave è lo spopolamento, Salvini da solo non può fare nulla, c’è bisogno dell’impegno di tutti, a iniziare da Regione, governo ed Europa», ha dichiarato, «per prima cosa ci devono ridare i posti di lavoro tagliati all’Ente foreste e ad Agris, e poi serve un piano per far sì che la gente non sia costretta a scappare». Tittino Cau ha le idee chiarissime, insomma. «Qui non c’è mare e non c’è turismo, ma abbiamo diritto ad avere un futuro che può essere garantito solo se si assicura ai giovani il diritto al lavoro e alla dignità».

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