Il sindaco leghista di Legnano arrestato in un'inchiesta per corruzione

Il sindaco leghista di Legnano arrestato in un’inchiesta per corruzione

Gianbattista Fratus ai domiciliari come l'assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini. In carcere l'assessore al bilancio Maurizio Cozzi. Le intercettazioni che inchiodano il primo cittadino.

16 Maggio 2019 07.55

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Tre arresti e una serie di perquisizioni eseguite da parte dei finanzieri del Comando provinciale di Milano, su disposizione della procura della Repubblica presso il tribunale di Busto Arsizio. Tra loro c'è anche il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus, della Lega. I tre sono indagati a vario titolo per turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale.

A FRATUS CONCESSI I DOMICILIARI

A Fratus sono stati concessi gli arresti domiciliari così come all'assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini. In carcere invece l'assessore al Bilancio e vicesindaco del Comune di Legnano Maurizio Cozzi. Entrambi gli assessori provengono da Forza Italia. L'indagine condotta dalla Guardia di finanza è stata denominata "Piazza Pulita'". Fratus, in particolare, è finito nei guai per un incarico presso una partecipata andato alla figlia di un candidato escluso al primo turno, in cambio dell'appoggio elettorale al ballottaggio. La promessa, stando all'inchiesta delle Fiamme gialle e coordinata dal pm Nadia Calcaterra, mantenuta con un incarico alla Aemme Linea Ambiente s.r.l.

LA PROCURA PARLA DI «SPREGIUDICATE MANIPOLAZIONI DI PROCEDURE»

La nomina di «soggetti e amici e conoscenti, manovrabili e in futuro riconoscenti» attraverso «spregiudicate manipolazioni di procedure» sta alla base dell'indagine secondo quanto spiegato dal procuratore aggiunto di Busto Arsizio Giuseppe D'Amico. Per il sostituto procuratore di Busto Arsizio Nadia Calcaterra, «le nomine principali delle società partecipate dal Comune di Legnano e le nomine stesse all'interno dell'amministrazione comunale sono state pilotate da soggetti sotto indagine. Gli indagati avviavano selezioni personali, agganciavano i loro candidati, sostenevano dei colloqui e alla fine facevano in modo che i bandi venissero turbati in modo tale da ottenerne la nomina» nonostante «l'incompatibilità assoluta con l'incarico bandito». La cosa più allarmante, hanno spiegato gli inquirenti, «è che gli indagati tutti hanno scarsissimo senso della legalità e non percepiscono assolutamente la gravità delle loro azioni, quasi fosse un modus operandi che, solo perché diffuso, è legalizzato. Così non è».

GLI INDAGATI INTERCETTATI: «IL PREZZO È STATO PAGATO»

«Tua figlia si chiama Martina vero? (…) sto provvedendo alla nomina in Ala». È questa, stando all'ordinanza cautelare eseguita dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, la telefonata intercettata nell'ottobre 2018 che conferma il "pactum sceleris" tra Fratus e Luciano Guidi, candidato sindaco escluso che lo appoggiò al ballottaggio in cambio di un posto per la figlia nel cda di Ala srl. Non solo. In un'altra l'assessore Chiara Lazzarini, riferendosi ai 1046 voti passati a Fratus, avrebbe usato l'espressione «il prezzo è stato pagato». Fratus, candidato del centrodestra con 9196 voti al primo turno, vinse le elezioni con un totale di 10865 preferenze.

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NELLE TELEFONATE L'IMBARAZZO DELLA RAGAZZA NOMINATA NEL CDA

«Io non le capisco cioè poi ho provato a leggerle ma non mi è chiara la tempistica (…) ho sempre paura di dire delle cazzate», così la ragazza piazzata nel cda della società partecipata esprimeva tutta la «consapevolezza della sua mancanza di esperienza» per quel posto, come si legge nell'ordinanza che parla di «totale assenza di ragioni concrete a giustificazione della nomina di una neo laureata» del tutto priva «di quell'esperienza professionale necessaria». Inesperienza dimostrata in un'intercettazione tra la giovane e l'assessore Lazzarini che, secondo il gip, avrebbe «letteralmente» guidato Martina Guidi che mostrava tutta la sua «ignoranza delle procedure concrete anche solo di redazione di un verbale di Cda».

CITATO ANCHE UN ACCORDO CON SALVINI

In un passaggio dell'ordinanza viene citata una conversazione tra l'assessora Lazzarini e Letterio Munafò, assessore con delega al personale. Lazzarini riportò così parole riferite al sindaco Fratus, parlando anche di Matteo Salvini: «Siccome prima del ballottaggio a livello regionale io ho fatto un accordo con Paolo Alli, Salvini e quell'altro provinciale loro della Lega in cui Paolo Alli e Guidi hanno detto che mi avrebbero appoggiato al ballottaggio e che io in cambio gli avrei dato un posto, quindi io devo mantenere questa promessa che ho fatto io (Gianbattista Fratus, ndr), per cui per Aemme Linea Ambiente non do nessun consigliere in quota a nessun partito. Li scelgo io quindi».

MOZIONE DI SFIDUCIA A FINE MARZO

A fine marzo si era scatenato un polverone sulla Giunta Fratus dopo la presentazione, da parte delle minoranze, di una mozione di sfiducia nei confronti della neoassessore Lazzarini: la minoranza motivava la mozione riferendosi alla pendenza giudiziaria che la riguarda come ex presidente della municipalizzata Amga. Situazione su cui deve ancora esprimersi la magistratura, in sede civile. In sede penale la vicenda è già stata prescritta. Nella mozione si sottolineava che «risulta tuttora in corso la causa promossa da Amga contro Chiara Lazzarini e altri per richiedere un risarcimento danni derivati dalla sua attività di amministrazione di questa società».

IL PREFETTO HA SOSPESO I TRE

Il prefetto di Milano Renato Saccone ha intanto disposto la sospensione dalla carica del sindaco, del vice sindaco e dell'assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Legnano. «Il prefetto, considerato il caso di necessità e urgenza», si legge in una nota della prefettura, «per garantire il normale funzionamento del Comune, ha nominato il vice prefetto dottoressa Cristiana Cirelli Commissario per la provvisoria gestione dell'Ente, con le funzioni del sindaco e della Giunta».

SALVINI: «HO FIDUCIA NEI MIEI UOMINI»

Telegrafico il commento del leader leghista Matteo Salvini: «Non commento le indagini, ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura. Spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli e innocenti».

MA IL M5S ATTACCA LA LEGA: «CACCIATE IL SINDACO»

Il Movimento 5 stelle in un post sul blog delle Stelle dal titolo "cacciate il sindaco" ha però attaccato: «Ci aspettiamo un gesto di responsabilità sul sindaco di Legnano ora agli arresti, da chi come noi ambisce al cambiamento: si allontanino questi soggetti per rispetto nei confronti degli italiani. Diano l'esempio che il M5s non ha mai esitato a consegnare ai cittadini. Non possiamo rimanere inermi, non è il momento di nascondere la testa sotto la sabbia o testimoniare fiducia a chi sta infangando nuovamente le istituzioni».

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