C’è un legame tra la sindrome di Kawasaki e il coronavirus?

Redazione
30/04/2020

A Bergamo e in alcuni Paesi europei si registra un aumento di casi di bambini colpiti dalla malattia. Richeldi del Comitato tecnico-scientifico: «Non sono dati confermati, ma monitoriamo il fenomeno».

C’è un legame tra la sindrome di Kawasaki e il coronavirus?

In genere risponde alle terapie ed i bambini guariscono, ma a volte può presentare una complicanza temibile e grave che è l’infiammazione delle arterie del cuore. È la malattia di Kawasaki, un’infiammazione dei vasi sanguigni appunto che colpisce i più piccoli, e che negli ultimi mesi sta facendo registrare un aumento dei casi in coincidenza con l’epidemia di Covid-19, in Italia e all’estero. Ad osservare il fenomeno sono stati medici e pediatri dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, secondo i quali potrebbe esserci un legame con il virus SarsCov2. Il fenomeno è stato segnalato anche in Spagna, Svizzera, Gran Bretagna e Francia, ed è in crescita.

IL COMITATO SCIENTIFICO: «NON SONO DATI CONFERMATI, MA MONITORIAMO I CASI»

Proprio il ministro della Salute francese, Olivier Veran, ha detto di prendere «molto sul serio» tale patologia, che nel Paese coinvolge una quindicina di bambini, pur sottolineando che non ci sono ancora elementi sufficienti per collegare questa affezione al coronavirus. La pensa così anche Luca Richeldi, membro del Comitato tecnico-scientifico, che il 30 aprile nel corso della conferenza stampa della Protezione civile ha spiegato: «Per il momento non è una cosa da generare allarme, non sono dati confermati. Il network degli ospedali pediatrici si è già attivato per una costante sorveglianza dei nuovi casi. Se c’è qualcosa di vero lo sapremo presto».

I SINTOMI

Intanto i pediatri e cardiologi dell’Ospedale bergamasco in un mese hanno registrato un numero di casi pari a quelli degli ultimi 3 anni. Per la casistica degli ultimi 2 mesi, affermano, il responsabile è il nuovo Coronavirus. Inoltre si è visto che questi pazienti hanno delle forme più severe delle malattia e talora necessitano di cure intensive. I sintomi tipici sono la febbre elevata persistente, un’eruzione cutanea, delle alterazioni delle mucose e delle estremità, ma sono le complicanze alle arterie del cuore a preoccupare maggiormente.

VITTIME IN GRAN BRETAGNA

Si è detto che i bambini sono protetti dallo sviluppare forme gravi di polmonite da Covid-19, spiega Lorenzo D’Antiga, direttore della Pediatria al Papa Giovanni XXIII, «ma nonostante ciò, stiamo imparando che questo virus può causare anche altre patologie, attivando il sistema immunitario dell’ospite e inducendo una risposta infiammatoria anche a distanza di tempo dall’infezione». Infatti, sottolinea all’ANSA il cardiologo pediatrico Matteo Ciuffreda dello stesso ospedale, «oltre ad un aumento dei casi di Kawasaki, si stanno osservando sindromi infiammatorie con febbre alta che possono coinvolgere anche altri organi e tale infiammazione si presenta simile alla forma più grave di infiammazione polmonare del Covid-19. Vari di questi bambini sono risultati positivi al SarsCov2 o comunque i test sierologici rivelano che sono entrati in contatto col virus. Casi ci sono stati in vari Paesi, ed in Gran Bretagna, dove è stata diramata un’allerta, si sono registrati anche dei decessi».