La sinistra vera si costruisce opponendosi al M5s, non in alleanza

Peppino Caldarola
03/04/2018

Da Emiliano a D'Alema, tutti - a parte Renzi - vogliono il dialogo col reverendo Casaleggio e il priore Di Maio. Ma verranno sfanculati dai grillini. Basta conformismo: servono pratiche sociali e pensieri autonomi.

La sinistra vera si costruisce opponendosi al M5s, non in alleanza

C'è aria di nuovo conformismo a sinistra. Malattia antica e incurabile nei periodi in cui la sinistra perde la fiducia in se stessa. Il nuovo conformismo oggi ha una drammatica propensione verso i cinque stelle. Sono, questi ultimi, improvvisamente diventati una forza di sinistra, addirittura erede del Partito comunista italiano, per taluni una forza di centro (l'analisi politica è un po' ballerina), che va sottratta all'innaturale abbraccio con i lepenisti e con la quale si possono fare le riforme più popolari.

ORMAI SCONNESSI CON IL POPOLO. Non c'è leader di sinistra da quelli del Partito democratico a quelli di Liberi e uguali che non sia schierato sul fronte del dialogo. Tutti in coda da Davide Casaleggio e Luigi Di Maio, sono tutti quelli che pensavano di perdere l'innocenza se avessero dialogato con Bettino Craxi. La sinistra è in parte questa. Vuole il dialogo perché giudica i grillini parte della famiglia, perché si fa politica entrando nei governi, perché, soprattutto, non sapendo più come riconnettersi col popolo si va da quelli che il popolo ha preferito.

UNA SINISTRA DI LIQUIDATORI. Non amo le etichette, ma questa è una sinistra di liquidatori. La cosa buffa è che l'uomo che ha la maggiore responsabilità della sconfitta della sinistra, Matteo Renzi, è l'unico ad avere una linea dignitosa, occidentale, di sinistra. Gli altri si arrabattano, da Michele Emiliano ad Andrea Orlando al mio amico Massimo D'Alema, a cercare un dialogo che i seguaci del reverendo Casaleggio vogliono solo perché stanno scarsi a servitù.

I "dialoganti" credono di poter incastrare i grillini. Non concepiscono una politica che non sia parlamentare e di governo

Sia chiaro: questa storia dei cinque stelle è per la sinistra uno scontro culturale fondamentale. I "dialoganti" non hanno un pensiero autonomo, ma credono di avere una professionalità politica in grado di incastrare i grillini. Loro non concepiscono una politica che non sia parlamentare e di governo. L'idea di un raccordo fisico con gli ultimi è fuori dal loro orizzonte. Il medico, il maestro, l'avvocato di strada sono figure lontane. Vuoi mettere con la tecnicalità di Nico Stumpo e Nicola Fratoianni?

SONO FIGLI DI UN DIO MINORE. Lo scontro a sinistra definirà il futuro della sinistra. Le sue anime di destra o gauchiste che si opporranno in parlamento e/o nella società ai grillini e ai lepenisti daranno un futuro alla sinistra, quelli che inseguiranno i cinque stelle e saranno, alla fine, da loro sfanculati, sono i nuovi liquidatori, furbi, saccenti, molto gauchisti ma sempre figli di un dio minore.

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Negli ultimi anni la sinistra si è divisa su cose spesso incomprensibili che molto avevano a che fare con la leadership. Oggi la sinistra vera torna a fare a cazzotti col capitalismo, si occupa di chi sta alla base della piramide, sceglie militanti e dirigenti fra quelli che vivono la vita "per gli altri". È una sinistra del tutto nuova, che non insegue gli elettori scappati condividendone le ragioni, ma crea le ragioni per stare a sinistra.

SERVE UNA BATTAGLIA DI RICOSTRUZIONE. Detto in breve, il conformismo di sinistra spinge verso il M5s, ma la sinistra vera si costruisce in opposizione al M5s. Con un pensiero e una pratica sociale autonomi. Non stupisce che la vecchia nomenklatura voglia abbracciare il reverendo Casaleggio e il priore Di Maio. Stupisce che non si avvii una battaglia di autonomia e di ricostruzione. Purtroppo questa probabile guerra civile a sinistra sarà l'ultima.