Peppino Caldarola

La Sinistra davanti a Salvini e Di Maio deve essere intransigente

La Sinistra davanti a Salvini e Di Maio deve essere intransigente

05 Giugno 2018 07.23
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I più scatenati nel difendere questo governo sono quelli che hanno votato i 5 stelle o sognato una alleanza di governo con Di Maio. Se ne sentono di incredibili. Da «lasciateli lavorare» al «complotto della grande stampa», a chi dice che bisogna «combattere le due destre, cioè Salvini e Renzi», e via stupefacendosi. Ci sono poi quelli che si stupiscono di vedere il popolo ai comizi dei fascio-stellati. Hai visto quanta gente come noi all’adunata leghista? Hai visto quante facce simili alle nostre ad accogliere Salvini a Catania? Chissà che cosa pensavano, per esempio che i votanti del "governo nerastro" fossero alieni, come erano alieni e di plastica quelli che votavano Berlusconi?

I RISCHI PER L'EUROPA. La sinistra in una sua area incazzata, fremente, vogliosa di adottare il “cambiamento nerastro” ragiona ormai su schemi surreali. Prendete il sovranismo. È vero che nessuna unità europea può far venir meno l’identità italiana. In California espongono la bandiera di quello Stato che è una delle stelle dell’Unione. Forse se ne accorgerà anche il viandante Di Battista che ha scoperto che a San Francisco ci sono gli homeless. Gli sarebbe bastato leggere i giornali. Chi si innamora dei progetti sovranisti dell’uomo della finanza internazionale Paolo Savona non si accorge di quanto questo governo farà per iscrivere l’Italia in una situazione geostrategica dove comandano quelli che vogliono uccidere l’Europa, l’idea stessa di Europa. Leggete Bannon.

Convincetevi: le ideologie ci sono, c’è la destra e la sinistra. E oggi ha vinto la destra e la destra la si combatte con intransigenza. Altro che provvedimento per provvedimento

La sinistra incazzata ecc. ecc. vuole combattere le due destre, cioè Salvini e Renzi. Negli Anni 30 questa teoria si chiamava “socialfascismo”. Costò milioni di morti, un arretramento del fronte antifascista, un recupero di dignità e di volontà unitarie faticosissimo. Salvini non è il fascismo? Lo è, per ora senza manganello, ma è quella roba lì. Se Renzi è destra lo è alla maniera in cui lo sono stati i governi della sinistra affascinata dalla Terza Via. Cioè una variante culturale subalterna al liberismo tenue. Lo dico così senza categorie scientifiche perché penso che l’idea che la sinistra di oggi debba combattere allo stesso modo le due destre, renziana e salviniana, mi fa sorridere indignare gravemente.

È QUESTO IL POPOLO CHE ABBIAMO PERSO? Veniamo al popolo, allo stupore di vedere il popolo con loro. Se penso a 10-20 anni fa mi sorprendo quando ricordo che nessuno classificò come “popolo” quelle migliaia di persone che inneggiavano a Berlusconi, aspettavano che la sua nave elettorale attraccasse nei porti, ovvero radunasse attorno a un gruppo di pluri-divorziati una milionata di cattolici ferventi in difesa della famiglia. Quello non era popolo? Quelli erano finti, erano alieni prodotti dalla tivù? Questi che inneggiano a Salvini nelle stesse ore in cui un ragazzo di colore muore a fucilate sono invece il popolo buono, quello che dobbiamo inseguire, il popolo che abbiamo perso? Ma prendetevelo voi questo popolo!

LO SPETTRO DEL FASCISMO. Il popolo è giustamente un concetto ampio che sta fra la antropologia e la letteratura. La sua fisionomia politica non è data una volta per sempre ma dalla direzione che prende quando, e con chi, si mette in marcia. Se va con Salvini e con Di Maio è un popolo che sta a destra, legittimamente, e che segue chi odia i gay e i neri. Credo che debba tornare il momento in cui l’ipocrita frase «non ci sono nemici ma solo avversari» andrà superata. Questi sono nemici. Qualunque cosa dicano o facciano sono nemici. Il fascismo era nemico, eppure vi posso fare un elenco di cose buone o non sbagliate che fece, ma era il fascismo anche se il suo popolo inneggiava e urlava. Convincetevi le ideologie ci sono, c’è la destra e la sinistra. E oggi ha vinto la destra e la destra la si combatte con intransigenza. Altro che provvedimento per provvedimento.

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