Peppino Caldarola

Liberi e uguali, basta stare sulla difensiva: datevi una mossa

Liberi e uguali, basta stare sulla difensiva: datevi una mossa

05 Febbraio 2018 09.02
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Fra 26 giorni termina la campagna elettorale, due giorni dopo si vota. Molti partiti sono al giro di boa. Lo è il Movimento 5 stelle messo nelle mani del gagà Luigi Di Maio che dovrà scoprire se la nuova vocazione governativa confermerà gli stessi voti di quando praticava l’opposizione totale. Lo è per Matteo Salvini che è lanciato verso una discesa estremista che potrebbe – lo speriamo – farlo andare a sbattere. Lo è per Silvio Berlusconi che deve fare i conti con il suo essere personalmente fuori gioco. Lo è per Matteo Renzi che ormai si è impossessato del Partito democratico, ha scacciato la sinistra, ha demolito i renziani tiepidi, ma per molti italiani resta voto-repellente.

MANCA UN GRUPPO DIRIGENTE. Ora mi interessa dire qualcosa sul giro di boa di Liberi e uguali. Sono preoccupato. Lo stato dell’arte è questo. Migliaia di generosi militanti stanno facendo un lavoro eccezionale. I candidati sono impegnatissimi. Manca, però, un gruppo che diriga la campagna elettorale. Essendo tutti candidati e tutti speranzosi di farcela, questo partito è visibilmente non diretto.

MANIFESTI VECCHI E TRISTI. A Bari quando si osservava una squadra di calcio senza una strategia si diceva: “gioca a palla, fai tu”. Ecco, LeU mi pare giocare così: come va, va. La stessa campagna di manifesti è vecchia e triste. Vedete come sono seducenti i manifesti cileni di Potere al Popolo? Lì hanno avuto una idea. Parlano al cuore. Qui nisba.

Si spacca Villa Arzilla: Prodi e Macaluso con Renzi, io no

Spiega Emanuele Macaluso che Prodi ha ragione perché LeU non si dichiara a favore del centrosinistra. Ho rispetto per questo mio anziano compagno ma il ragionamento non regge. Se nel futuro saremo posti di fronte a una formazione, parlo di LeU, di tipo estremistico che rifiuta il tema stesso delle alleanze, Macaluso avrebbe ragione.

Il problema di fondo di Liberi e uguali è che sta giocando questa partita sulla difensiva. Si difende dall’accusa di aver fatto la scissione. Alcuni vecchi elefanti, Romano Prodi ed Emanuele Macaluso, dicono che non ha un progetto di centrosinistra (e scelgono Matteo Renzi o Emma Bonino), il programma è clandestino a parte la discutibile proposta sulla tassa universitaria.

UN PO' DI CALORE SOLO DA BERSANI. LeU ha una leadership buttata nella mischia troppo presto. Altri dirigenti non bucano lo schermo. Un po’ di calore viene solo quando in tivù va Pier Luigi Bersani che, se non avesse una corrente vorace, sarebbe un dio di leader.

PROGRAMMI? BASTA UN TEMA FORTE. Che fare? Primo punto: uscire dalla difensiva. Secondo punto: dire quel che si vuol fare dopo. Terzo punto: individuare non un programma (non lo legge nessuno), ma un tema che parli al cuore e alla pancia.

Si eviti la polemica con Renzi: lo sfasciacarrozze deve sembrare lui, ossessionato dalla sinistra. Chi sta a sinistra non ha il problema di Renzi, è oltre Renzi

Come si fa a uscire dalla difensiva? Si evita la polemica con Renzi: lo sfasciacarrozze deve sembrare lui, ossessionato dalla sinistra. Chi sta a sinistra non ha il problema di Renzi, è oltre Renzi, immagina altri leader e altre situazioni. Quindi nessuna ansia di giustificare la scissione. Dopo le liste del Pd chiunque capisce che lì dentro non si poteva stare.

BUON VICINATO COI CANDIDATI DEM. Renzi ha fatto macelleria politica. Tuttavia non bisogna regalare a Renzi il patentino dell’uomo odiato. È solo un estraneo. Poi non bisogna dare agli elettori che voteranno Pd l’idea che li si considera perduti o altro. Serve un buon vicinato con elettori e persino con i candidati non renzizzati. Per dire: c’è poco da fare fair play con Roberto Giachetti, ma Lia Quartapelle a Milano non va trattata come una persona ostile, anche se è e resterà nel partito di Renzi.

LE ACCUSE A RENZI? A LUI PIACCIONO. Eviterei anche di ricordare che la sinistra l’ha spaccata Renzi. È un’accusa che a lui piace perché, pensa, gli porta voti anticomunisti, di destra e di comunisti pentiti (ce ne sono a valanga).

LeU deve dire che cosa vuol fare dopo. L’unico che l’ha detto è stato Massimo D’Alema con il governo del presidente. All’accusa di non voler costruire il centrosinistra si deve rispondere che è vero, quel centrosinistra non c’è più e non deve esserci più. Ci può essere una sinistra forte che dialoga con altre forze, quindi con il Pd.

UN'OPPOSIZIONE SERIA E DURA? Prodi non può rimettere indietro l’orologio né rinfocolare vecchie polemiche. I giovani a stento sanno chi è lui. In linea teorica si potrebbe persino dire: al governo con nessuno, vogliamo fare una opposizione seria e dura. Questa sarebbe una posizione chiara. Decidete qualunque cosa, ma decidete.

NIENTE CORSE SU TASSE E BONUS. Sul programma eviterei questa corsa alle tasse e ai bonus. Il tema è lo Stato. Oggi, è la mia impressione, è meno forte la paura dello Stato invadente e più forte il desiderio dello Stato che protegge. Qui ci vuole un'idea: una nazionalizzazione, un settore su cui investire massicciamente denaro pubblico tipo New Deal, eccetera.

Perché non si è fatta una iniziativa solenne a Roma per dire “non si tocca Laura Boldrini”, simbolo della avversione di LeU verso destra, grillini e razzisti vari?

Occorre infine dire dove sta il cuore. Il cuore è la convivenza civile, l’accoglienza, l’antifascismo, la sinistra come protagonista della rinascita. Perché non si è fatta una iniziativa solenne a Roma per dire “non si tocca Laura Boldrini”, simbolo della avversione di LeU verso destra, grillini e razzisti vari? Infine dite ad alta voce la parola “sinistra” e dite la parola “socialismo”. Non date retta a chi storce la bocca. Solo così si capisce chi siete. Liberi e uguali vuol dire niente.

NON C'È LA GIUSTA IDEA DELL'ITALIA. Non sono consigli. Chi sono io per darli? Sono le impressioni di un elettore che chiede poche cose per votare e per invitare gli altri a farlo. Si può anche perdere ma non si può perdere perché il gruppo dirigente è chiuso nei propri collegi, a parte qualche apparizione televisiva, non mostra un progetto di governo, non dà l’idea dell’Italia che vuole far decollare, non spiega che la sinistra non è morta. Mancano poco più di 20 giorni. Provateci almeno.

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