Da peccatore a eroe di Pechino, la parabola di Sinner che ha dovuto battere pure le critiche

Fabrizio Grasso
04/10/2023

Con la vittoria al China Open su Medvedev, l’altoatesino quarto nella classifica Atp ha conquistato il nono titolo in carriera. Ma prima Jannik, che divide pure due leggende come Panatta e Pietrangeli, aveva sopportato una strana campagna stampa ostile per aver rifiutato di giocare con la Nazionale in Coppa Davis. Ora i quotidiani sportivi sono già pronti alle acrobazie per esaltarlo.

Da peccatore a eroe di Pechino, la parabola di Sinner che ha dovuto battere pure le critiche

«È stata una settimana meravigliosa, ma ci sono ancora tante cose su cui devo lavorare». Con queste parole Jannik Sinner, 22 anni compiuti il 16 agosto, ha commentato il suo successo contro Daniil Medvedev nella finale del China Open. Un doppio 7-6, con due punti concessi in ogni tie-break all’avversario, che valgono quanto una doppia stoccata non soltanto al rivale russo, sua bestia nera nel circuito, ma anche alle critiche e alle polemiche che lo hanno accompagnato dalla fine dell’estate. Già, perché nove titoli tra cui un Masters 1000, tre dei quali conquistati nel 2023, non sono bastati per renderlo immune agli attacchi. Ha pesato il suo rifiuto, nel mese di settembre, di indossare la maglia della Nazionale in Coppa Davis, dove ha declinato per la fatica dei troppi incontri ravvicinati. Una competizione minore che gli stessi assi della racchetta criticano da anni.

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Un 2023 con tre trofei e oltre 45 successi, ma anche di polemiche per il rapporto con la Nazionale. Così Sinner scaccia le critiche in Italia.
Jannik Sinner dopo la vittoria a Pechino contro Medvedev (Getty Images).

Jannik Sinner, un 2023 da record con la «macchia» Nazionale

Tra i tre trofei conquistati e i 45 successi nel 2023 – primo azzurro di sempre a vincere così tanti match in un anno solare per tre volte di fila – Jannik Sinner è stato anche un «Caso Nazionale». Almeno secondo La Gazzetta dello Sport, che non gli ha perdonato il rifiuto di vestire la maglia azzurra in Coppa Davis. «Sono molto stanco e non ho recuperato dalla fatica», aveva scritto sui social l’altoatesino nell’annunciare il suo forfait nei match di Malaga. Pochi giorni prima aveva chiuso la sua esperienza agli Us Open in preda ai crampi dopo cinque set contro Sasha Zverev. Una dichiarazione che ha aizzato i critici, che lo hanno definito un «peccatore (giocando con la traduzione del suo cognome, Sinner, ndr) ingrato per cui l’azzurro non è che un accessorio». Il tutto per non aver partecipato a un torneo che gli stessi tennisti boicottano per snellire il calendario già troppo denso di impegni.

Un 2023 con tre trofei e oltre 45 successi, ma anche di polemiche per il rapporto con la Nazionale. Così Sinner scaccia le critiche in Italia.
Le critiche su Sportweek e Gazzetta dello Sport (X).

Nonostante la difesa pubblica del capitano della Davis Filippo Volandri, che su Sportweek, l’inserto settimanale della Gazzetta, ha parlato di un Sinner «sempre disponibile per la convocazione» e di un torneo «che arriva in un periodo complicato», la campagna non ha accennato a fermarsi. Troppo grave l’ennesimo – ma solo il quarto – rifiuto alla Nazionale in carriera, di cui i primi due ad appena 18 anni e il terzo per un infortunio alla mano. A far tacere le critiche ci ha pensato lo stesso tennista con un successo che lo ha di nuovo riportato sull’Olimpo del tennis. «Sinner Fantastico 4, non fermarti più» si legge ora sulle pagine dei quotidiani sportivi. «Una vittoria dedicata a quei deficienti che lo avevano criticato dopo la Davis», ha dichiarato invece il presidente della Fitp Angelo Binaghi. «Sinner ha un cuore d’oro e ci tiene alla maglia azzurra. Spero che le critiche, senza senso, continuino perché gli danno una grande carica».

I complimenti di Panatta e il nuovo attacco di Pietrangeli

La divisione della stampa si materializza anche in due pareri contrapposti di altrettante leggende del tennis italiano. Sinner infatti si divide, dopo i successi in Oriente, fra i complimenti di Adriano Panatta e una nuova stoccata di Nicola Pietrangeli. «Sono davvero contento», ha spiegato in un videomessaggio su X il romano. «Sia per lui, perché è un bravissimo tennista, e mi dicono anche un bravissimo ragazzo». Una lezione di stile corredata da un augurio per il futuro, che non potrà che rendere «ancora più felici». Opposta la posizione di Pietrangeli, che ha puntualizzato con decisione di non voler cedere il suo record. Nel 1959 e 1960, «quando non c’erano ancora i computer», fu infatti numero tre al mondo, un posto più in alto di Sinner. «Per battere me non gli basteranno due vite», ha spiegato l’ex campione del Roland Garros. Una caduta di eleganza sottolineata su X da Alessandro Gassmann, che ha puntualizzato la «mancanza di solidarietà».

Fra chi lo critica e non perde occasione per fargli notare i difetti, c’è però anche chi ne elogia la qualità. Lo ha sempre fatto Carlos Alcaraz, fenomeno spagnolo nonché vincitore di Wimbleon 2023, che dopo ogni partita mette in risalto la rivalità accesa e i match entusiasmanti in campo. Come il 3 ottobre, dopo la semifinale di Pechino. «Complimenti e in bocca al lupo per la finale», aveva scritto Carlitos su X. «Grande partita». Una lezione di stile da cui forse certi commentatori italiani dovrebbero imparare.