Cosa ha detto Siri nelle dichiarazioni spontanee ai pm

L'ormai ex sottosegretario alle Infrastrutture ha negato di aver ricevuto promesse o dazioni di denaro da parte di Paolo Arata. E ha messo a disposizione degli inquirenti i suoi movimenti bancari.

08 Maggio 2019 14.45
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Il senatore leghista Armando Siri, ormai ex sottosegretario alle Infrastrutture, ha reso dichiarazioni spontanee ai pm di Roma che lo accusano di corruzione. Il suo difensore, l'avvocato Fabio Pinelli, ha spiegato alla stampa che Siri «ha ribadito con fermezza di non aver mai ricevuto, né da Paolo Arata, né da chiunque altro, promesse di pagamento o dazioni di denaro, che avrebbe rifiutato con sdegno, facenti riferimento al merito della sua attività di senatore della Repubblica e di sottosegretario di Stato». Nel corso dell'atto istruttorio, inoltre, il senatore «ha messo spontaneamente a disposizione dei pm la documentazione contabile nella sua disponibilità, avente ad oggetto il complesso dei propri movimenti bancari e finanziari».

PER SIRI GLI EMENDAMENTI SUL MINI-EOLICO ERANO «ASSOLUTAMENTE CONDIVISIBILI»

Quanto agli emendamenti in materia di incentivi per il cosiddetto mini-eolico, su cui la magistratura vuole fare luce ritenendo che Siri, tentando di farli passare, abbia asservito l'esercizio delle sue funzioni e dei suoi poteri per soddisfare interessi privati, l'ex sottosegretario li ha definiti «assolutamente condivisibili» e «del tutto coerenti, dal punto di vista politico, con il cosiddetto contratto di governo e con le indicazioni di programma della Lega e del Movimento 5 stelle». Siri si è quindi dichiarato fiducioso nell'esito positivo della vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto, manifestando «la più completa disponibilità a offrire qualsiasi ulteriore contributo conoscitivo gli venisse ancora richiesto».

DEPOSITATI GLI SCAMBI DI MESSAGGI E MAIL CON ARATA

Oltre ai conti bancari, nella memoria depositata in procura l'ex sottosegretario ha inserito anche «tutti gli scambi di messaggi, telefonici e di posta elettronica, intercorsi con Arata», con l'intento di spiegare e documentare «tutti i rapporti istituzionali» intercorsi con l'imprenditore. Il quale, secondo l'avvocato Pinelli, «si era presentato a lui nelle vesti di portavoce e rappresentante sostanziale del Consorzio dei produttori di energia da minieolico», ente rappresentativo di interessi collettivi «accreditato nel Registro Trasparenza dei portatori d'interesse istituito presso il ministero dello Sviluppo il cui vertice apicale è l'onorevole Luigi Di Maio».

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