La Lega assicura che Siri non si dimette

Fonti del Carroccio hanno fatto sapere che il partito «non molla il sottosegretario». Sarà Conte a dover chiedere la revoca nel prossimo cdm l'8 o il 9 maggio.

03 Maggio 2019 15.58
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Armando Siri non si dimette e nella Lega «nessuno lo molla». È quanto affermano fonti leghiste, interpellate sugli sviluppi della vicenda del sottosegretario indagato per corruzione. Siri, viene spiegato, non farà un passo indietro prima che il premier Giuseppe Conte ne proponga la revoca. Dunque, la vicenda potrebbe decidersi nel Consiglio dei ministri in programma la prossima settimana, tra mercoledì 8 e giovedì 9 maggio. Al momento risulta convocata soltanto la riunione del preparatoria del Cdm, per martedì 7 maggio alle 15. E, considerato che giovedì 9 maggio il presidente del Consiglio sarà in Romania per un vertice europeo, diverse fonti ministeriali reputano mercoledì 8 il giorno in cui è più probabile che si riunisca il Cdm.

SALVINI MINIMIZZA

La presa di posizione di Conte sul caso Siri ha sollevato critiche aspre nei ranghi leghisti, e al vertice il leader Matteo Salvini ha derubricato la questione a lite e polemica sterile. «Mi occupo di tasse, sicurezza, droga, immigrazione e lavoro. Non ho tempo per beghe e polemiche. Quindi chiedetelo a Conte», ha risposto a margine di un appuntamento elettorale a Fidenza a una domanda sulla decisione del premier di portare la proposta di revoca del sottosegretario al prossimo Consiglio dei ministri.

DI MAIO: «IN CDM IL M5S HA LA MAGGIORANZA»

«La questione Siri si è chiusa», ha detto invece Luigi Di Maio, «se non si dimette lui si andrà in Consiglio dei Ministri e si voterà il decreto proposto dal Presidente. Conti alla mano il M5s ha la maggioranza assoluta in cdm, quindi i numeri sono dalla nostra parte. Spero comunque che non si arrivi ad un voto».

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