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Milano indaga per autoriciclaggio sulla palazzina di Siri

Milano indaga per autoriciclaggio sulla palazzina di Siri

L’inchiesta, coordinata dai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta e condotta dalla Guardia di Finanza, è ancora agli inizi e sarebbe a carico di ignoti, quindi senza indagati.

24 Giugno 2019 18.44

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È autoriciclaggio l’ipotesi di reato contestata nell’indagine della procura di Milano sul caso dell’acquisto da parte dell’ex sottosegretario leghista Armando Siri di una palazzina a Bresso, in provincia di Milano, attraverso un mutuo di 585 mila euro acceso con una banca di San Marino. L’inchiesta, coordinata dai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta e condotta dalla Guardia di Finanza, è ancora agli inizi e sarebbe a carico di ignoti, quindi senza indagati. Siri è indagato a Roma per corruzione, nell’ambito di un’inchiesta dell’Antimafia sul re dell’eolico Vito Nicastri, considerato vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro.

UN MUTUO «SENZA GARANZIE»?

L’indagine milanese era stata aperta ai primi di maggio ed era a ‘modello 45’, ossia senza titolo di reato né indagati. Ora invece, da quanto è trapelato, l’ipotesi investigativa c’è ed è appunto quella di autoriciclaggio. Al centro del caso c’è la compravendita da parte di Siri di una palazzina per la figlia, grazie a un mutuo concesso «senza garanzie» dalla Banca Agricola Commerciale di San Marino. Una compravendita alla quale la trasmissione Report ha dedicato una puntata e che la Banca d’Italia ha incasellato come operazione sospetta, girando il tutto alla Guardia di Finanza che ha redatto un’informativa per la procura di Milano.

LA SEGNALAZIONE DEL NOTAIO

Secondo le poche carte depositate finora Giulia Siri, figlia 24enne del senatore leghista, a gennaio ha acquistato l’intera palazzina – sette appartamenti di cui cinque affittati, cantine, un laboratorio e un negozio – al prezzo complessivo di 585 mila euro. Il denaro sarebbe stato messo a disposizione dal padre a titolo di liberalità e pertanto non soggetto all’imposta di donazione. Separatamente, però, la ragazza avrebbe sottoscritto una procura irrevocabile al padre a vendere l’immobile a se stesso o a terzi. Ma Siri, per pagare l’immobile, ha acceso il mutuo “sospetto” a San Marino per poi accreditare l’intero importo su un conto aperto alla Banca Popolare di Sondrio da Paolo De Marinis, notaio davanti al quale è avvenuto il rogito. Lo stesso professionista ha poi segnalato l’operazione.

PER SIRI È TUTTO REGOLARE

La difesa di Siri, non appena appresa la notizia del’apertura del fascicolo, aveva parlato di finanziamento regolare. Ora la parola passa ai pm, che dovranno verificare la provenienza del denaro usato per l’operazione (l’autoriciclaggio si configura quando una persona impiega per sé soldi frutto di sue attività illecite) e gli eventuali danni subiti dalla banca per un finanziamento senza garanzie.

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