Siria, allarme profughi: scappati in 200 mila

Redazione
24/08/2012

Solo in Siria si muore due volte. Lo ha detto venerdì 24 agosto una delle madri delle vittime di Daraya,...

Solo in Siria si muore due volte.
Lo ha detto venerdì 24 agosto una delle madri delle vittime di
Daraya, sobborgo a Sud di Damasco, dove bombe governative hanno
dissotterrato e carbonizzato i corpi di alcuni giovani freddati
mercoledì 22 dalle milizie lealiste e seppelliti in gran fretta
dai loro cari.
Il 24 agosto Daraya è stata di nuovo riconquistata dai militari
governativi e «ripulita dai terroristi», come ha recitato la
formula dei media ufficiali. Le madri di Daraya sono tra le
migliaia di nuovi sfollati che dalla sera sono alla ricerca di un
rifugio. 
Secondo l’agenzia Onu per i rifugiati, sono ormai più di 200
mila i siriani fuggiti nei Paesi confinanti, mentre è difficile
fare stime degli sfollati all’interno del Paese.
4 MILA MORTI IN 18 MESI. Agosto non è ancora
finito, ma secondo i bilanci concordanti delle diverse
piattaforme di attivisti e residenti anti-regime, è stato il
periodo più sanguinoso – con circa 4 mila uccisi – da quando un
anno e mezzo fa le forze governative hanno avviato la repressione
delle proteste pacifiche, un anno fa trasformatesi in rivolta
armata. 

Continuano i bombardamenti nella capitale

L’agenzia ufficiale Sana ha riferito di
numerosi successi compiuti dalle «eroiche forze
armate» contro «gruppi di terroristi armati» e
«infiltrati».
Testimoni oculari a Damasco hanno riferito d’incessanti
bombardamenti da lunedì 20 della zona Sud di Damasco a partire
da postazioni di artiglieria sul monte Qasiun, dove sorge anche
il palazzo presidenziale. 
TRE REPORTER RAPITI. E non si hanno ancora
notizie di tre giornalisti stranieri scomparsi: al giordano
Bashar Fahmi e al turco Cuneyt Unal, di cui si sono perse le
tracce nella regione di Aleppo, si è aggiunto l’americano Austin Tice, 31
anni
. Scomparso anche l’attore e produttore
cinematografico siriano indipendente Orwa Nayrabia, 33 anni:
sarebbe stato arrestato dalle autorità all’aeroporto di
Damasco, mentre si imbarcava per Il Cairo. 
Altri due giornalisti, Hussein Nahle del canale arabo di Sky News
e la canadese Maria Moore sono rimasti feriti: ma non in Siria,
bensì a Tripoli, nel Nord del Libano, dove da lunedì
20 sono ripresi i furiosi scontri tra i miliziani sunniti di Bab
al Tabbaneh e quelli alawiti (la minoranza sciita a cui
appartiene anche il presidente Bashar al Assad ) di Jabal Mohsen.
Il bilancio è di 13 morti. 
DIFFUSE LE GENERALITÀ DELLE VITTIME. A
Daraya sono in tutto morte oggi 19 persone. Il Centro di
documentazione delle violazioni in Siria (Vdc) ha diffuso le
generalità di ciascuna vittima e, quando possibile, i link ai
filmati che mostrano il corpo senza vita.
Scenario analogo a Dael, nella regione meridionale di Daraa, e
nella vicina Herak. Anche la parte Nord di Damasco è stata presa
di mira: a Duma sono morti 10 ‘martiri’, secondo il
Vdc.