Siria, Amnesty denuncia le violenze contro i civili

Redazione
23/08/2012

Violenze che hanno raggiunto un livello orribile anche sui civili, nella battaglia tra forze governative siriane e i ribelli in...

Siria, Amnesty denuncia le violenze contro i civili

Violenze che hanno raggiunto un livello orribile anche sui civili, nella battaglia tra forze governative siriane e i ribelli in Siria
In particolare, dopo lo sterminio di Damasco, è Aleppo, capitale commerciale, la città più colpita. 
È la nuova denuncia di Amnesty International contenuta in un documento pubblicato il 23 agosto.
«L’uso di armi imprecise come le bombe non guidate, colpi di artiglieria e mortai da parte delle forze governative hanno notevolmente aumentato il pericolo per i civili», ha detto Donatella Rovera, uno dei responsabili di Amnesty di ritorno da una visita ad Aleppo..
INDAGINE SU 30 ATTACCHI. Le 11 pagine dell’inchiesta si sono basate sulla missione di 10 giorni effettuata da Amnesty che ha indagato su 30 attacchi durante i quali decine di civili non coinvolti nel conflitto, molti dei quali bambini, sono stati uccisi o feriti nelle proprie abitazioni, mentre facevano la fila per il pane e anche in altri luoghi dove si trovano gli sfollati.
Tra le vittime anche 10 membri della famiglia Kayali, sette dei quali bambini, uccisi lo scorso 6 agosto durante due raid aerei.
UNA RAFFICA QUOTIDIANA. «I civili si trovano ad affrontare una raffica quotidiana di colpi di artiglieria da parte delle forze governative», ha proseguito Rovera.
«Mentre le vittime continuano ad aumentare, é indispensabile che le parti coinvolte – governo e ribelli – rispettino il diritto internazionale che impone di prendere tutte le precauzioni possibili per risparmiare i civili», ha aggiunto la responsabile.
COLPA SIA DEI RIBELLI CHE DELL’ESERCITO. «Anche i ribelli», si è letto nel documento, «che combattono con armi leggere a corto raggio, hanno spesso usato armi imprecise (per esempio mortai e razzi ‘fatti in casa’) che rappresentano un pericolo per i civili».
Amnesty ha inoltre denunciato l’aumento delle esecuzioni sommarie di civili non coinvolti nel conflitto da parte del regime.
«Corpi, soprattutto di uomini, ammanettati e uccisi con un colpo di pistola alla testa sono spesso gettati nei pressi del quartier generale delle forze dell’Intelligence controllato dal regime», hanno concluso.