Siria, l’esercito di Damasco avanza su Ghouta: civili in fuga

Redazione
15/03/2018

Damasco stringe ancora di più il cerchio intorno alla Ghuta orientale, l'area a est di Damasco ancora parzialmente in mano...

Siria, l’esercito di Damasco avanza su Ghouta: civili in fuga

Damasco stringe ancora di più il cerchio intorno alla Ghuta orientale, l'area a est di Damasco ancora parzialmente in mano a gruppi armati locali sostenuti a vari livelli da Turchia, Qatar e Arabia Saudita. L'Afp gruppi ribelli locali avrebbero confermato che il regime sarebbe riuscito a prendere il controllo di circa il 70% dell'enclave.

L'assedio: le forze di Damasco entrano in alcuni villaggi dell'area

Le forze governative siriane sostenute da Iran e Russia avanzano nella Ghouta. Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), le forze lealiste tentano di farsi strada verso Hamuriya, una località chiave nell'area più vicina alla capitale Damasco. Due principali della zona sono di fatto cadute in mano alle forze governative e i miliziani anti-regime si sono ritirati, Secondo fonti locali l'esercito è entrato sia ad Hamuriya e Saqba, al centro della Ghouta, anche se non ci sono ancora conferme indipendenti.

40 MORTI IN UNA NUOVA SERIE DI RAID. Oltre cento civili sarebbero stati uccisi oggi in Siria in bombardamenti governativi, russi e turchi, secondo quanto riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Secondo il bilancio dell'ong, 64 persone hanno perso la vita nella Ghouta orientale, sotto attacco delle forze governative siriane con l'appoggio di quelle russe. Secondo fonti locali i bombardamenti più intensi si sono verificati su Zamalka, Kfar Batna, Jisrin e Saqba, tutte località chiave dell'area. Fonti mediche parlano di bombe a grappolo e bombe incendiarie ma le informazioni non sono verificabili in maniera indipendente sul terreno. Il ministero della Difesa russo, in un comunicato, ha però smentito le notizie di bombardamenti russi. «È un'altra fake-news», ha commentato il portavoce del ministero Igor Konashenkov. «L'aviazione russa non ha compiuto e non compie alcuna missione a Ghouta Est». Altre 27 persone sono morte nell'enclave curda di Afrin, nel nord-ovest del Paese, dove dal 20 gennaio è in corso un'offensiva delle forze speciali turche e di milizie ribelli loro alleate.

La caccia ai miliziani: 007 turchi sulle tracce di al Nusra

Gli 007 turchi stanno lavorando per cercare di rimuovere dalla Ghouta orientale i miliziani di al Nusra, stimati tra «300 e 1.000 unità», che sono «la motivazione su cui si basa l'operazione militare del regime siriano e della Russia». Lo ha detto il portavoce del presidente Recep Tayyip Erdogan, Ibrahim Kalin, precisando che la questione sarà in agenda nell'incontro ad Astana tra i ministri degli Esteri del terzetto Turchia-Russia-Iran che si terrà il 16 marzo. «La nostra organizzazione di intelligence sta lavorando al momento per rimuovere al Nusra e altri elementi dalla Ghouta orientale», ma «non è facile» perché si tratta di «poche centinaia di persone in un'area dove vivono dalle 300 mila alle 400 mila persone», ha aggiunto Kalin, secondo cui questa iniziativa punta a eliminare la ragione addotta dai governativi per i raid sulla Ghouta, che nelle ultime settimane hanno provocato la morte di centinaia di civili.

L'allarme umanitario: 10 mila civili in fuga

Diecimila civili hanno lasciato la Ghouta orientale, secondo quanto afferma la tv di Stato siriana. Si tratterebbe del più grande esodo dall'enclave ancora in parte controllata dagli insorti dove continua l'avanzata delle truppe governative siriane dopo massicci bombardamenti che a partire dal 18 febbraio hanno provocato circa 1.200 morti. Secondo l'emittente l'esodo avviene attraverso un corridoio dalla città di Hamuriya, al centro della Ghouta. Intanto una serie di convogli umanitari della Croce Rossa internazionale (Cicr) sono diretti all'interno dell'area dove rimangono ancora centinaia di migliaia di civili. Secondo il Cicr i convogli stanno entrando al valico Wafidin, controllato dai militari russi e dalle forze governative siriane, verso le zone della Ghuta ancora sotto assedio.