Siria, il vicepremier apre alle dimissioni di Assad

Redazione
22/08/2012

La Siria apre al post Bashar al Assad. «Siamo pronti a discutere le sue dimissioni», ha detto il vicepremier Qadri...

Siria, il vicepremier apre alle dimissioni di Assad

La Siria apre al post Bashar al Assad. «Siamo pronti a discutere le sue dimissioni», ha detto il vicepremier Qadri Jamil in visita a Mosca. Ma poi ha precisato: «Ma questo non deve essere la precondizione per avviare un dialogo nazionale».
Questa sarebbe la nuova posizione di Damasco che pare offrire un’apertura. Anche se la violenza in Siria sembra smentire la possibilità di un compromesso. Nella giornata di mercoledì 22 agosto il bilancio degli scontri tra gli alawiti pro-Assad e i sunniti vicini ai ribelli siriani a Tripoli, nel Nord del Libano è di sette morti e 70 feriti.
MOSCA NON VUOLE INGERENZE ESTERNE. Intanto la Russia, con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, ha ammonito le potenze straniere, invitando a evitare le «ingerenze esterne». Il riferimento è chiaramente agli Stati Uniti che si sono detti pronti all’intervento nel caso in cui in Siria siano usate le «armi chimiche».
Tuttavia per Mosca il regime siriano avrebbe ancora compiuto «passi sufficienti» per la riconciliazione. Quindi se da una parte i russi difendono Assad dalle iniziative internazionali, dall’altro gli chiedono di fare di più. Anche perché l’obiettivo russo è salvare l’avamposto, visto che in Siria Mosca ha una base militare. Ed ecco spiegato il no a iniziative come la fly zone.
La posizione di Mosca è condivisa da Pechino. La Cina, infatti, è unita con la Russia a porre il veto nel caso in cui l’Occidente possa arrivare a chiedere un’azione.
LA FRANCIA INVIA AIUTI AI RIBELLI. Dalla Francia, però, è arrivata la notizia che Parigi ha inviato mezzi «non letali» di protezione e comunicazione all’opposizione siriana. A comunicarlo è stato il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault che ai microfoni di Bfm ha spiegato che «bisogna arrivare» a dimissioni di Bashar. Anche se poi il capo del governo francese ha precisato che «l’obiettivo è trovare le condizioni di una transizione politica».
Quanto ai mezzi «non letali», Ayrault ha precisato che si tratta di armi o strumenti «che non uccidono».