Siria, Israele ammette di aver distrutto un reattore nel 2007

Redazione
21/03/2018

Israele ha ammesso oggi per la prima volta di aver distrutto un reattore siriano. «Oggi», ha affermato un comunicato delle...

Siria, Israele ammette di aver distrutto un reattore nel 2007

Israele ha ammesso oggi per la prima volta di aver distrutto un reattore siriano. «Oggi», ha affermato un comunicato delle forze armate, «possiamo pubblicare che fra il 5 e il 6 settembre 2007 la nostra aviazione colpì e distrusse un reattore nucleare in fase avanzata di costruzione a Deir ez-Zor, 450 chilometri a nord di Damasco». Finora, per volere della censura militare, i media israeliani descrivevano quell'episodio sulla base di «fonti straniere».

IN AZIONE OTTO VELIVOLI DELL'AVIAZIONE. «La distruzione del reattore nucleare, conosciuta come operazione 'Fuori della scatola', fu condotta», ha precisato il portavoce militare, «da otto velivoli dell'aviazione militare, sulla base di sforzi lunghi e complessi di intelligence nonchè operativi. Fu così eliminata una minaccia nucleare nei confronti dello Stato di Israele e della intera Regione». «Fin dalla fine del 2004 un imponente sforzo di intelligence produsse una grande quantità di preziose informazioni che in definitiva ci consentirono di lanciare un attacco aereo preciso. Le nostre forze armate», prosegue il comunicato, «prepararono la distruzione del reattore nucleare con la massima precisione, preparandosi peraltro a vari scenari e ad una possibile escalation».

BIS DEL RAID COMPIUTO NEL 1981. Nel 1981 l'aviazione israeliana aveva già distrutto un altro reattore nucleare: quello di Osirac, a sud di Bagdad (Iraq). Oggi su Facebook il ministro della difesa Avigdor Lieberman ha scritto: «Ci fu allora chi spinse all'azione e chi invece esitò. Quella decisione storica e coraggiosa dimostra che in questioni di sicurezza nazionale è vietato lasciarsi intimidire. Occorre restare fedeli agli interessi nazionali, prendere le decisioni dovute, ed agire quando è necessario. Pensiamo cosa sarebbe avvenuto se non avessimo agito allora. Oggi avremmo una Siria nucleare».

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