Gaza, slitta la tregua: gli ostaggi non verranno rilasciati prima di venerdì

Redazione
23/11/2023

Lo stop è arrivato nella serata del 22 novembre. Israele rassicura: «Il ritardo non deriva da una rottura dei colloqui, ma dalla necessità di risolvere le questioni amministrative, che sono in fase di risoluzione. Non c'è motivo di preoccuparsi».

Gaza, slitta la tregua: gli ostaggi non verranno rilasciati prima di venerdì

È il 48esimo giorno di guerra: il bilancio tra i palestinesi è di oltre 14 mila morti, di cui 5.600 bambini, secondo i numeri di Hamas. In Israele si contano 1200 morti nell’attacco del 7 ottobre. Gli ostaggi non verranno liberati prima di venerdì 24 novembre. L’accordo tra Israele e Hamas prevedeva quattro giorni di tregua a Gaza e lo scambio di 50 israeliani rapiti con 150 detenuti palestinesi già a partire da giovedì mattina. Ma nella serata di giovedì 22 novembre è arrivato lo stop: slitta tutto a venerdì.
Il figlio di un membro di Hezbollah è stato ucciso in un attacco israeliano nel sud del Libano. Mentre un 17enne è morto in un raid in Cisgiordania, secondo la Mezzaluna rossa palestinese.

Slitta la tregua. Gli ostaggi non verranno rilasciati prima di venerdì
Bombardamenti su Gaza (Getty Images)

Usa: «Lo slittamento di un giorno è stato deciso da Israele con Egitto e Qatar per evitare che le cose vadano storte»

La decisione di rinviare di un giorno l’entrata in vigore dell’accordo sugli ostaggi è stata presa da Israele insieme a Qatar ed Egitto e gli Stati Uniti ne erano a conoscenza. Lo ha detto un alto funzionario americano alla Cnn, secondo cui più tempo è necessario per finalizzare i dettagli e per «minimizzare il rischio che le cose vadano storte».

Fonte Israele: ritardo tregua non deriva da rottura

«Il ritardo non deriva da una rottura dei colloqui, ma piuttosto dalla necessità di risolvere le questioni amministrative, che sono in fase di risoluzione». Lo ha detto una fonte israeliana citata dai media. «Non c’è motivo di preoccuparsi», ha aggiunto. Anche il ministro Israel Katz – alto esponente del Likud, il partito del premier Benyamin Netanyahu – ha detto alla Radio Militare che «al momento l’ipotesi è che l’accordo sarà attuato. Va ricordato con chi stiamo lavorando: Sinwar (il capo di Hamas, ndr) è un uomo pazzo che ha dato ordini di uccidere, stuprare, abusare».

Ucciso figlio di un leader Hezbollah in attacco israeliano nel sud del Libano

Ci sarebbe anche il figlio di un leader di Hezbollah tra le cinque vittime di un attacco aereo israeliano vicino a Beit Yahoun, nel sud del Libano. Secondo quanto riferiscono i media locali si tratterebbe di Abbas Raad, figlio di Mohammed Raad.

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