Slovacchia, Fico annuncia: «Zero sostegno all’Ucraina e niente sanzioni per la Russia»

Redazione
26/10/2023

Il nuovo premier ha lanciato un messaggio all'UE: «Dovrebbe trasformarsi da fornitore di armi a fautore di pace». E su Mosca: «Se sanzioni ci danneggiano non saranno approvate».

Slovacchia, Fico annuncia: «Zero sostegno all’Ucraina e niente sanzioni per la Russia»

Il nuovo premier della Slovacchia Robert Fico ha annunciato che il suo Paese non fornirà alcun aiuto militare all’Ucraina. Dopo aver vinto le elezioni e aver trovato l’accordo per formare il governo, il leader populista ha attuato uno dei punti principali della sua campagna elettorale. Ha dichiarato che Bratislava «darà zero sostegno militare all’Ucraina. È la migliore soluzione. L’Unione europea dovrebbe trasformarsi da fornitore di armi a fautore di pace». Fico governerà insieme all’ultradestra Sns e con il partito di Peter Pellegrini, l’Hlas. Il giuramento è stato il 25 ottobre scorso.

Fico: «Non approverò alcuna sanzione contro la Russia»

Fico era atteso per il 26 ottobre a Bruxelles, dove si è presentato davanti ai componenti del Consiglio europeo. Proprio in vista dell’incontro ha lanciato un messaggio all’Unione Europea. Il premier slovacco, infatti, ha dichiarato: «Non approverò alcuna sanzione contro la Russia prima di averne calcolato l’impatto sulla Slovacchia. Se qualche sanzione rischiasse di danneggiarci, come avvenuto con la maggior parte delle sanzioni, non vedo alcuna ragione per sostenerla».

Slovacchia, Fico annuncia «Zero sostegno all'Ucraina e niente sanzioni per la Russia»
L’arrivo di Fico a Bruxelles (Getty Images).

L’S&D ha sospeso Smer e Hlas

Intanto i socialisti europei, l’S&D, hanno sospeso sia il partito di Fico, lo Smer, sia il Hlas. Tre i parlamentari europei colpiti dal provvedimento: Monika Benova, Robert Hajsel e Katarina Roth Nevedalova. La sospensione è nata dopo «i commenti recenti e le posizioni assunte da Smer e Hlas sulla guerra della Russia contro l’Ucraina, sull’immigrazione, sullo stato di diritto e la comunità Lgbtbiq». Questi «hanno suscitato serie preoccupazioni e non possono avere alcuno spazio nella famiglia progressista».