Carlo Panella

I rischi della sbandata gauchista che accomuna Usa e Regno Unito

I rischi della sbandata gauchista che accomuna Usa e Regno Unito

22 Febbraio 2019 17.36
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La ridiscesa in campo per le elezioni presidenziali Usa di Bernie Sanders evidenzia un fenomeno interessante: i Paesi anglosassoni sono gli unici a non soffrire della crisi radicale di rappresentanza dei partiti storici. Al massimo, vedi l’irrompere di Donald Trump, li sconquassano dall’interno. In quasi tutte le grandi democrazie del globo, invece, questa crisi dei partiti tradizionali assume tinte sempre più forti e radicali. In particolare, assistiamo – e non solo in Europa – alla caduta verticale, all’implosione, dei partiti della sinistra socialista o socialdemocratica. I sondaggi sono impietosi per i partiti aderenti al Pse in tutta Europa: dalla Francia (Il Ps è accreditato tra il 6 e l’8%) alla Germania (la Spd nei sondaggi non supera il 15%), passando per Belgio e Olanda. Gravissimi i sondaggi in una Italia dove il Pd non trova il modo neanche di avvicinarsi al 20%.

LA SVOLTA NELLA IMMAGINE DEI DEMOCRATICI USA

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, là dove Democratici e Repubblicani, Conservatori e Laburisti continuano imperterriti a controllare un 80-90% dei favori elettorali, assistiamo, invece, all’emergere, nella componente progressista, di un inedito rifiorire del brand di un “socialismo” duro e puro, con connotati da Anni 50. Nei due Paesi anglosassoni, che mai nell’ultimo secolo sono stati attratti dalle sirene del marxismo e del comunismo, vediamo emergere due figure come Sanders e Jeremy Corbyn che ne seguono lusinghe e miti. Sanders ha dalla sua, nella nuova corsa per le Presidenziali, la svolta imposta alla stessa immagine dei Democratici dalle ultime primarie e dalle ultime elezioni per il Congresso: la vittoria e l’affermazione di un nutrito gruppo di candidati sulla sua linea. Una per tutti, e forse la più famosa, quella Alexandria Ocasio-Cortez che è recentemente riuscita nel capolavoro di mandare in fumo i 50 mila posti di lavoro (30 mila diretti e 20 mila indotti) che Amazon aveva deciso di impiegare col suo nuovo stabilimento in un desertificato Queens. Il tutto, contrastando il sindaco democratico di New York Bill de Blasio, che ha fatto di tutto per favorire l’apertura di quello stabilimento. Non solo, Sanders si ripropone a fianco di non meno di altre tre candidate alle primarie presidenziali dei democratici, a partire da Elisabeth Warren, su posizioni “di sinistra estrema” non dissimili dalle sue.

I MALUMORI INTERNI AI LABURISTI

In Inghilterra, Corbyn ormai controlla saldamente il Labour con una posizione tanto estremista che non pochi ne prefigurano una scissione “blairista”, col di più di una inedita e inquietante connotazione antisemita, tanto marcata da aver provocato nei giorni scorsi la fuoruscita polemica di ben sette parlamentari laburisti. Nella crisi generale e ormai consumata delle ideologie e nel tritacarne della globalizzazione, emerge dunque a sinistra la sempre più marcata tentazione di abbandonare la tradizionale connotazione liberal-centrista per rifugiarsi in proposte dogmatiche d’antan, senza disdegnare quella marcata connotazione “socialista” per un secolo nettamente rifiutata dall’elettorato anglosassone. Marx potrebbe a ragione esclamare un “Ben scavato, vecchia talpa!”, ma il rischio che questa sbandata gauchista non faccia che favorire Repubblicani, Conservatori e soprattutto sovranisti è tutt’altro che piccolo.

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