Il Pentagono prevede di invare altri 10 mila soldati in Medio Oriente

Il Pentagono prevede di invare altri 10 mila soldati in Medio Oriente

Secondo l'Ap il dipartimento della Difesa sarebbe pronto a presentare alla Casa Bianca un nuovo aumento delle truppe per contenere l'Iran. Sul piatto anche il possibile invio di nuove batterie di missili Patriot e altre navi.

23 Maggio 2019 04.35

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Il Pentagono intende presentare alla Casa Bianca un piano per mandare ulteriori truppe, sino a 10 mila uomini, in Medio Oriente per rafforzare le difese contro potenziali minacce iraniane. L'indiscrezione è arrivata dall'agenzia Associated Press citando dirigenti Usa anonimi, secondo cui non è stata presa ancora alcuna decisione e non è chiaro se la Casa Bianca approverà la proposta. Le forze avrebbero uno scopo difensivo. All'esame anche l'invio di altre batterie di missili Patriot ed altre navi.

TENSIONE TRA USA E IRAN ALLE STELLE

Secondo altri media, ad avanzare la richiesta di altri soldati, circa 5000, sarebbe stato il comando centrale Usa ma non sarebbe ancora chiaro se il Pentagono la approverà prima di sottoporla alla Casa Bianca. La tensione tra Usa e Iran sta crescendo dopo l'estensione delle sanzioni americane anche al settore petrolifero e l'invio in Medio Oriente di una flotta da guerra, di una squadra di bombardieri e di una batteria di missili Patriot contro non meglio precisate minacce iraniane agli interessi e alle forze americane nella regione.

PER IL NEW YORK TIMES PRONTI 120 MILA UOMINI

Il 14 maggio il New York Times aveva riportato la notizia che il segretario alla Difesa ad interim, Patrick Shanahan, aveva presentato al presidente una nuova strategia per la Regione che prevedeva l'invio di oltre 120 mila uomini nel caso di un attacco di Teheran a forze americane o di un'accelerazione del programma nucleare. Come hanno sottolineato diversi analisti le posizioni della Difesa rispecchiano la linea dura del consigliere alla sicurezza nazionale John Bolton, da anni un falco anti-iraniano. Il precedente piano includeva anche una operazione di cyberwar denominata 'Nitro Zeus' per paralizzare l'Iran nelle prime ore di un eventuale attacco.

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